Il caso Garlasco torna a infiammare il dibattito televisivo. Nella puntata di ieri di Lo Stato delle Cose, un confronto sulle analisi genetiche effettuate durante le indagini sull'omicidio di Chiara Poggi si è trasformato in un duro botta e risposta tra Massimo Giletti e Marzio Capra, genetista e consulente della famiglia della vittima.
A far esplodere la tensione è stata una domanda provocatoria del conduttore, rivolta all'esperto dopo aver mostrato un documento relativo agli accertamenti sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. «Sono deficiente io a non capire che questo sia negativo o no?», ha chiesto Giletti. La risposta di Capra è arrivata immediatamente: «Sì, è deficiente lei in questo».
Uno scambio che ha rapidamente spostato l'attenzione dal merito scientifico delle analisi al clima sempre più acceso che accompagna la discussione pubblica sul delitto del 13 agosto 2007.
Il documento mostrato da Giletti e la risposta di Capra
Al centro del confronto televisivo c'è un appunto manoscritto attribuito all'allora capitano dei carabinieri Alberto Marino, relativo a un esame effettuato sui pedali della bicicletta sequestrata a Stasi.
Il documento riguarda un Obti Test, utilizzato per ricercare la presenza di sangue umano, che avrebbe dato esito negativo. Giletti ha insistito sul significato di quel risultato, chiedendo al genetista come dovesse essere interpretato.
Capra ha contestato la lettura proposta dal conduttore, spiegando che il prelievo citato nel documento riguardava un'ulteriore traccia e doveva essere collocato nel contesto degli accertamenti successivi.
La discussione si è così concentrata sulla necessità di distinguere i diversi esami biologici e genetici, evitando di attribuire a un singolo risultato un significato che potrebbe non essere sostenuto dall'intera documentazione scientifica.
Le analisi sui pedali e il nodo dei risultati contrastanti
La questione è tornata d'attualità dopo l'emersione di due analisi effettuate nel settembre 2007 sui campioni biologici prelevati dai pedali della bicicletta di Stasi.
I primi accertamenti avevano individuato un profilo genetico attribuito a Chiara Poggi, mentre due successive ripetizioni avevano prodotto risultati nulli. Una discrepanza che ha alimentato nuove contestazioni sulla gestione e sull'interpretazione dei dati.
Secondo i consulenti della difesa di Stasi, Pasquale Linarello e Ugo Ricci, quella divergenza avrebbe richiesto ulteriori verifiche prima di considerare attendibile il risultato iniziale.
Di diverso orientamento i consulenti della Procura di Pavia, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, che hanno ritenuto scientificamente valido il profilo genetico originario, pur osservando che sarebbe stato opportuno approfondire le ragioni dei risultati successivi.
Un punto particolarmente controverso riguarda la conoscenza di quei dati da parte dei consulenti e degli investigatori dell'epoca. Francesco Maria Avato, già consulente della difesa di Stasi, ha sostenuto che gli esiti nulli non furono messi a disposizione del suo gruppo di lavoro.
Le accuse reciproche durante la trasmissione
Il confronto televisivo non si è limitato alla questione scientifica. Durante la puntata sono intervenuti anche Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, e il giornalista Umberto Brindani.
Capra ha criticato il modo in cui alcuni risultati tecnici vengono presentati nel dibattito pubblico, accusando gli interlocutori di alimentare confusione attorno a una vicenda giudiziaria particolarmente delicata.
De Rensis ha invece contestato alcune affermazioni del genetista, ribadendo l'importanza di chiarire chi fosse a conoscenza dei risultati delle analisi e quali informazioni fossero state effettivamente trasmesse all'autorità giudiziaria.
Anche Giletti ha espresso perplessità sull'atteggiamento del consulente nei confronti delle domande poste dai giornalisti, sostenendo la necessità di approfondire ogni elemento potenzialmente rilevante.
Le nuove indagini e il peso delle verifiche scientifiche
La polemica televisiva arriva in una fase importante della nuova inchiesta condotta dalla Procura di Pavia, che vede indagato Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi.
Il 12 ottobre si è conclusa un'udienza dell'incidente probatorio dedicata agli accertamenti genetici. Tra gli elementi discussi figura il profilo rilevato sotto le unghie della vittima, ritenuto compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio, ma la cui affidabilità e interpretazione restano oggetto di contestazione.
Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio, ha partecipato all'udienza. La sua posizione giudiziaria rimane distinta dal nuovo procedimento, mentre i difensori continuano a esaminare gli elementi che potrebbero sostenere un'eventuale revisione della condanna.
La famiglia Poggi continua a sostenere la responsabilità di Stasi e, attraverso i propri legali, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di evitare la spettacolarizzazione della vicenda.
Lo scontro tra Giletti e Capra rappresenta dunque soltanto l'episodio più recente di un confronto che coinvolge investigatori, consulenti scientifici, avvocati e giornalisti. Al di là delle battute pronunciate in televisione, saranno gli accertamenti e le valutazioni dell'autorità giudiziaria a stabilire quale peso attribuire agli elementi emersi.