Avellino

di Paola Iandolo 

Ennesimo rinvio per il processo Dolce Vita, nato dall’inchiesta di Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino e militari del Nucleo di Pg delle Fiamme Gialle presso la Procura di Avellino. In aula era attesa anche la presenza dell’ ex sindaco di Avellino Gianluca Festa, il principale imputato del processo, che a causa del rinvio dell’udienza non è stato presente in aula. Il collegio presieduto dal giudice Gian Piero Scarlato ha ritenuto impossibile trattare il processo, vista anche la sua complessità.
Il collegio ha rinviato al 17 novembre alle 15:30 e una il 15 dicembre per decidere le richieste di prova e quella successiva per sciogliere le eventuali eccezioni sulle richieste di prova già sottoposte al vaglio del Tribunale. Al centro la costituzione di parte civile del Comune di Avellino.
 

La costituzione del comune è stata considerata dai legali inammissibile


La prima questione sollevata all’attenzione del Collegio era stata quella dell’avvocato Marino Capone, difensore insieme all’avvocato Nicola Quatrano di Fabio Guerriero, relativa alla costituzione di parte civile per tutti gli imputati rinviati a giudizio nell’udienza preliminare, ovvero 26 imputati. La costituzione del Comune di Avellino era stata ammessa perché quella precedente era un udienza di mero rinvio. Ma non lo era stato e solo successivamente con lettura dell’ ordinanza era stata ammessa. Da qui la richiesta di inammissibilità della costituzione di parte civile del Comune di Avellino. Un'eccezione che l’avvocato Carmine Foreste, legale di parte civile del Comune di Avellino, aveva chiesto di rigettare. Il nodo sarà sciolto nelle prossime udienze.