Il Comitato Valori collinari denuncia con estrema durezza le responsabilità politiche che, negli ultimi vent’anni, hanno consentito la trasformazione del Vomero da quartiere residenziale e commerciale in un’area della movida fracassone e violenta senza adeguati equilibri, controlli e regole.
Il comitato in una nota ricorda che, agli inizi di questo secolo, il Vomero era il primo quartiere commerciale della città, con circa 1.600 attività ampiamente diversificate per settori merceologici e con una presenza contenuta dei pubblici esercizi.
"La maggior parte dei negozi chiudeva verso le 20:00: dopo quella ora, i residenti potevano passeggiare con tranquillità e riposare durante la notte.
Oggi, invece, il cuore del quartiere è divenuto un unico fast food a cielo aperto, con la proliferazione incontrollata di bar, ristoranti, paninoteche, sfizioserie e locali di somministrazione, molti dei quali restano aperti fino a notte inoltrata, talvolta per l’intera giornata. Tavolini, sedie, gazebo e ombrelloni occupano i marciapiedi, riducendo gli spazi di passaggio e rendendo difficoltosa la vita quotidiana dei circa 48mila residenti del quartiere.
Non è una trasformazione naturale né inevitabile: è il risultato di scelte politiche, amministrative e urbanistiche che hanno privilegiato la rendita della movida rispetto alla qualità della vita di chi vive e lavora qui - afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. I partiti che hanno amministrato Napoli in questi anni hanno lasciato crescere un fenomeno noto, documentato e ripetutamente denunciato. Ora devono fare il mea culpa per ciò che non hanno fatto per arginare il fenomeno.
La piazza dei residenti divenuta palcoscenico della movida. Piazza Vanvitelli e le strade limitrofe, in particolare via Scarlatti, via Luca Giordano e via Bernini, sono ormai percepite come il centro di un modello di aggregazione fondato quasi esclusivamente su bar, ristorazione e consumo notturno. La presenza di tavolini e sedie sugli spazi pedonali, insieme a folle e schiamazzi fino a tarda notte, ha ridotto progressivamente il diritto dei residenti a vivere il proprio quartiere.
Non siamo contrari al commercio, alla ristorazione né al diritto dei giovani di incontrarsi - puntualizza Capodanno -.Siamo contrari a un modello che ha eliminato la diversificazione commerciale, invaso gli spazi pubblici, alterato gli orari di riposo e trasformato le strade in un unico grande locale all’aperto. Il Vomero non può essere gestito come una discoteca permanente".