Hanno 16 e 17 anni i due ragazzi individuati come presunti responsabili della serie di aggressioni compiute a bordo di una minicar nera tra il 4 e il 5 ottobre nelle strade di Monteverde e nelle zone limitrofe della Capitale. Entrambi sono stati denunciati e, secondo quanto emerso dalle indagini, hanno ammesso le proprie responsabilità nei sei episodi contestati. Uno dei due è figlio di un carabiniere.
La svolta è arrivata nella notte, al termine delle indagini condotte dai carabinieri e dalla polizia locale di Roma Capitale, che hanno permesso di individuare i due adolescenti e sequestrare una minicar ritenuta compatibile con quella utilizzata durante le aggressioni. La vicenda più grave riguarda l'attore Davide Iacopini, 42 anni, ricoverato all'ospedale San Camillo dopo essere stato colpito mentre viaggiava su un monopattino.
La confessione e il sequestro della minicar
Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani, hanno ricostruito una sequenza di aggressioni apparentemente prive di un movente riconducibile a contrasti personali con le vittime.
Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, i due ragazzi avrebbero percorso le strade della città a bordo di una piccola automobile, prendendo di mira passanti, ciclisti e persone in monopattino. Le aggressioni sarebbero state compiute con modalità simili: il veicolo si avvicinava alla vittima e uno degli occupanti la colpiva, prima che entrambi si allontanassero rapidamente.
Determinanti sono risultate le immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite e analizzate per ricostruire gli spostamenti della vettura. Gli investigatori avevano concentrato l'attenzione su una quarantina di impianti, incrociando filmati e testimonianze.
La minicar sequestrata nella notte corrisponderebbe a quella utilizzata negli episodi denunciati. Il mezzo sarà oggetto degli ulteriori accertamenti necessari a chiarire le singole responsabilità e la dinamica degli assalti.
L'aggressione a Davide Iacopini e le condizioni dell'attore
L'episodio più drammatico risale al 5 ottobre, quando Davide Iacopini stava percorrendo via Anton Giulio Barrili, nel quartiere Monteverde Vecchio, a bordo di un monopattino.
Secondo la ricostruzione investigativa, uno degli occupanti della minicar lo avrebbe colpito con un calcio, provocandone la caduta sull'asfalto. L'impatto gli ha causato un grave trauma cranico, rendendo necessario il ricovero in terapia intensiva al San Camillo.
L'attore, conosciuto per le partecipazioni a produzioni cinematografiche e televisive come Diaz, Suburra e Studio Battaglia, è stato sottoposto a due interventi neurochirurgici.
L'ultimo bollettino sanitario disponibile, diffuso il 12 ottobre, riferiva di una buona stabilità complessiva dei parametri vitali, compatibilmente con la gravità delle lesioni iniziali. Il secondo intervento era riuscito, ma la prognosi rimaneva strettamente riservata e il paziente necessitava ancora di assistenza intensiva.
Sei aggressioni in due giorni, la paura nelle strade di Monteverde
La vicenda aveva suscitato forte preoccupazione tra i residenti di Monteverde e Testaccio, dove si erano moltiplicate le segnalazioni relative a una minicar nera utilizzata per colpire persone incontrate casualmente lungo la strada.
Tra gli episodi denunciati figura anche quello di un uomo di 67 anni, avvicinato nella tarda serata del 4 ottobre mentre camminava lungo viale dei Quattro Venti. L'uomo aveva raccontato di essere stato colpito da uno degli occupanti di una piccola automobile nera.
Gli investigatori avevano inoltre individuato alcuni particolari ricorrenti, tra cui la targa posteriore apparentemente oscurata da una fascia nera. Un elemento che aveva alimentato il sospetto di comportamenti organizzati per rendere più difficile l'identificazione del veicolo.
Durante gli accertamenti era stato recuperato anche un cappellino che uno degli aggressori avrebbe perso nei pressi di ponte Testaccio.
Non sono invece emerse conferme definitive all'ipotesi, inizialmente circolata, che le violenze fossero collegate a una sfida organizzata attraverso i social network.
L'inchiesta passa alla Procura dei minorenni
L'identificazione dei due adolescenti apre una nuova fase giudiziaria. Il procedimento, inizialmente seguito dalla Procura di Roma, viene trasferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, competente in ragione dell'età degli indagati.
Il fascicolo comprende l'ipotesi di tentato omicidio in relazione all'aggressione subita da Iacopini, oltre agli ulteriori episodi di violenza. Saranno i magistrati minorili a valutare le contestazioni, le responsabilità individuali e gli eventuali provvedimenti cautelari.
La confessione riferita dagli investigatori costituisce un passaggio importante, ma non equivale a un accertamento definitivo della responsabilità penale. Rimane inoltre da chiarire il ruolo specifico di ciascun ragazzo nelle diverse aggressioni.
Il fatto che uno degli indagati sia figlio di un appartenente all'Arma dei carabinieri è un elemento emerso nella ricostruzione della vicenda, ma non implica alcuna responsabilità del genitore.
Per le vittime e per i residenti dei quartieri coinvolti, l'individuazione dei due ragazzi rappresenta una risposta attesa dopo giorni di preoccupazione. Resta soprattutto l'attenzione sulle condizioni di Davide Iacopini, la cui situazione clinica continua a rappresentare l'aspetto più grave di questa vicenda.