Benevento

"La mensa parte oggi, dopo un mese dall’inizio della scuola, ma non per tutti. Restano fuori circa 400 bambini, oltre a quelli, pur regolarmente iscritti, che necessitano di un menù speciale. I "fortunati" che mangiano ricevono però pasti preparati fino a 6 ore prima! In alcune scuole il pasto arriva dopo le 14.30 con oltre un’ora di ritardo. Nel frattempo, i bambini esclusi, che rientrano dopo l’uscita forzata, non trovano maestre e alunni in classe perché ancora in refettorio. E’ una vergogna senza precedenti!"
Così in una nota i consiglieri comunali di opposizione Giovanna Megna e Francesco Farese che proseguono "E non è tutto. Le criticità sono certificate nella determina del Servizio Istruzione del Comune. Leggendo l’atto, le famiglie scopriranno che "la capacità di 2.400 pasti/giorno è un dato stimato, privo di calcolo e di riferimenti a superfici e attrezzature".

Sconvolgenti i tempi di preparazione dei pasti: “i cicli di produzione indicati prevedono l’inizio della preparazione circa sei ore prima della somministrazione, con congruità da valutare con l’ASL competente, e sono coperti dagli stessi cuochi". 

Messe nero su bianco anche le carenze del centro cottura di Beltiglio, "la capacità dichiarata si fonda sull’assetto ampliato del centro di Beltiglio non ancora assistito dai titoli edilizi e sanitari", mentre i dubbi sulla capacità produttiva restano tutti sul tavolo.

Il servizio parte quindi “con riserva”. E la novità di oggi preoccupa non poco. L'Amministrazione ipotizza la risoluzione del contratto entro il 30 novembre se la ditta non troverà un centro cottura idoneo, ma non spiega come eviterà l'interruzione del servizio e le conseguenze sugli alunni. Il rischio di un’interruzione del servizio non può essere scoperto all’ultimo momento.

In questi giorni abbiamo assistito solo a bugie smentite dai fatti: dal Sindaco che autorizza (?) il pasto da casa (vietato dallo stesso Comune a febbraio) fino alle fantasiose invenzioni sulle ragioni del rinvio, con responsabilità addirittura riversate sulle iscrizioni tardive (non assicurando poi oggi il pasto all’ulteriore quota). 

Mastella parla continuamente di aree interne, dimenticando che a svuotarle è anche l’assenza di servizi essenziali. Sfoggia la fascia tricolore nelle ricorrenze come l’8 marzo, il 25 novembre e il 1° maggio, ma ignora le conseguenze della mancata gestione dei servizi scolastici, le ricadute occupazionali, soprattutto femminili, e le difficoltà delle famiglie nel conciliare lavoro e cura dei figli. 

L’immagine dei bambini non iscritti, a cui non è consentito neanche il pasto da casa, che mangiano nel portabagagli di un'auto è l’emblema del fallimento di questa Amministrazione. 

La mensa non è una concessione del Sindaco, è un diritto essenziale. Non basta farla partire oggi solo per alcuni e in condizioni molto discutibili: va garantita davvero a tutti, anche domani".