di Paola Iandolo
Dopo lunghi mesi di attesa, il primo novembre Riya arriva in Irpinia. Il Comune, la chiesa e le associazioni che in questi mesi si sono attivati mettendo in moto la macchina della solidarietà, sono pronti ad accogliere la giovane mamma Riya e la sua bambina Fatima nel ricordo del giovane Sakil Hossain, rimasto vittima dell'incidente del 24 maggio scorso mentre collaudava una giostra, le altalene giganti. Dopo giorni di agonia al Moscati di Avellino, il 26enne è deceduto il 29 di maggio. La salma è rimasta presso l'obitorio avellinese per due mesi e il 7 agosto scorso la salma è stata sistemata in un loculo messo a disposizione del comune. A novembre Ryia per la prima volta farà visita al marito al cimitero irpino.
L'iter amministrativo
Completati di adempimenti burocratici, la comunità di Lioni si appresta ad abbracciare la giovane moglie di Sakil. A seguito di un'azione condotta dal legale della moglie, l'avvocato Faustino Liuzzi del foro di Napoli, che ha seguito il caso ed è stato in contatto con l'ambasciata del Bangladesh a Roma, è stato ottenuto il nulla osta necessario all'arrivo in Italia della moglie e della piccola Fatima.
Le indagini sono ancora in corso
Sul fronte delle indagini gli uomini del commissariato di polizia di Sant'Angelo dei Lombardi hanno già depositato ed esaminato tutti gli esiti di rilievi effettuati. La giostra situata ancora nell'area 7, pur essendo già stata messa completamente in sicurezza, rimane al momento sotto sequestro giudiziario in attesa dei successivi provvedimenti dell'autorità giudiziaria. La Procura di Avellino ha notificato la convalida del sequestro e un avviso di garanzia al proprietario della giostra denominata “Altalena a barche giganti”, D.S.A. cinquantaduenne, accusato di omicidio colposo. Le indagini non sono ancora chiuse.