Avellino

Mille euro al mese per due anni a chi sceglie di restare, o di tornare, in un paese della Campania che si svuota, a patto di costruire qualcosa di utile per la comunità. È il cuore della proposta di legge regionale che introduce, di fatto, un «reddito di restanza» per i giovani dei piccoli comuni delle aree interne.

Per i piccoli comuni sotto i mille abitanti

Per contrastare lo spopolamento, la Regione Campania potrebbe introdurre un assegno mensile di 1.000 euro, erogato per due anni, destinato ai giovani che scelgono di non abbandonare (o di fare ritorno) nei piccoli comuni sotto i 2.000 abitanti.

La proposta di legge

La misura, contenuta in una proposta di legge firmata dai consiglieri regionali M5S Raffaele Aveta e Nino Simeone, premia la cosiddetta “restanza attiva”: il beneficio economico è vincolato all’impegno concreto del beneficiario in progetti di utilità per la comunità locale. L’obiettivo finale è rivitalizzare i territori interni, montani o periferici della regione, trasformando la scelta di rimanere in un’opportunità di sviluppo e coesione sociale.

Cosa prevede il reddito di restanza

Il provvedimento si intitola «Misure di contrasto allo spopolamento dei piccoli comuni delle aree interne della Campania» ed è la proposta di legge numero 78. Secondo la scheda del Consiglio regionale, i firmatari sono Raffaele Aveta, indicato come esponente del Movimento 5 Stelle, e Gaetano Simeone. Il testo è stato assegnato alla Prima Commissione e, per il parere finanziario, alla Seconda. L’idea era stata presentata pubblicamente a settembre a Ciorlano, piccolo comune del Matese casertano, durante un incontro dedicato alla valorizzazione delle aree interne.

La parola chiave, nel testo stesso, è «restanza attiva». Non si tratta, dunque, di un assegno riconosciuto semplicemente a chi mantiene la residenza in un borgo: il contributo è legato alla realizzazione di iniziative sociali, culturali, educative,  ambientali o imprenditoriali che rispondano ai bisogni della comunità locale.