Ariano Irpino

Non è impresa facile riportare il mercato settimanale in centro ad Ariano Irpino. Vi sarebbero diversi ostacoli legati alla sicurezza, prevenzione incendi, viabilità dei mezzi di soccorso, trasporto pubblico e rispetto dei piani di emergenza ad impedire la dislocazione delle bancarelle. Ostacoli che già in passato si sono rivelati ad altissimo rischio soprattutto in via Guardia. 

Ma ecco nello specifico quali sono attualmente i fattori di rischio e lo scenario che si ripresenterebbe: 

In alcuni tratti di vico Vitale per poter garantire la corsia di transito dei mezzi di soccorso, le distanze non ci sono.

L’occupazione di piazza Mazzini, significa tornare al delirio. Il dramma maggiore è all’incrocio di via fontananuova, con venti autobus Air in sosta per carico e scarico.

Il traffico ordinario imbottigliato e paralizzato. Le circolari bloccate. Tutto fuori norma e fuori legge. Un trasferimento di un capolinea in un incrocio che risulterebbe illegale. A fontananuova si creerebbe una occlusione della strada con un senso unico alternato lungo 500 metri impossibile da gestire. Da un lato la coda fino alla Variante dall’altro verso Matteotti. Questo è lo scenario reale del mercato settimanale in centro racchiuso in due parole: impensabile e ingestibile. 

A tutto ciò si aggiunge la carenza di parcheggi, già cronica prima e oggi peggiorata, a causa della mancanza di posti nella zona del boschetto interessata dal costruendo asilo e un cantiere al momento che non si sa di che morte dovrà morire. Lungo via Tigli e via Lusi, è diventato impossibile trovare ogni giorno al mattino un posto auto. I tempi sono cambiati, gli studenti raggiungono in auto singolarmente i vari istituti, rispetto agli anni scorsi, quando si preferiva l'utilizzo delle circolari. Di conseguenza, posti auto per gli avventori del mercato, pari a zero. E non per ultima, la chiusura di via Nazionale anche questa illogica. 

Attualmente sembra che le posizioni sono divise fino a determinare uno scontro politico. Ecco il motivo per il quale la patata bollente non è ancora finita su un tavolo. E non sarà un gioco da ragazzi. Servono atti tecnici, risistemazione dei banchi, considerato che nel corso degli anni ci sono state revoche e nuove richieste. Andrebbe riorganizzato tutto partendo da zero. Ma servono atti giuridici indispensabili ad un eventuale trasferimento che al momento non ci sono. 

E c'è infine un ultimo dato oggettivo, non di poco conto. Il mercato in centro è indesiderato dai residente dell'area in questione e soprattutto non ha mai portato benefici in centro!