Napoli

È scattata a partire dalla mezzanotte ed è tuttora in corso la mobilitazione degli autotrasportatori contro il forte rincaro del carburante. La protesta sta interessando le principali arterie autostradali delle province di Napoli e Caserta, causando rallentamenti e disagi alla circolazione stradale.

I tir e i mezzi pesanti si sono posizionati in presidio nei pressi dello snodo di Nola (sull’autostrada A30 Caserta-Salerno) e del casello di Caianiello (sulla A1 Milano-Napoli). Un ulteriore presidio di automezzi si registra nell'area di Caserta Sud. Nonostante i manifestanti abbiano lasciato un varco aperto per consentire il transito degli altri veicoli, il flusso del traffico subisce inevitabili rallentamenti. Sul posto sono presenti le pattuglie della Polizia Stradale per monitorare la viabilità e garantire la sicurezza.

L'allarme dei sindacati: "Proteste annunciate, serviva prevenzione"

Sulla vicenda sono intervenuti congiuntamente i sindacati di categoria, richiamando l'attenzione delle istituzioni su una crisi che rischia di paralizzare l'intera filiera produttiva e commerciale. «Come avevamo già denunciato nella nota inviata ai vertici della Regione Campania, il caro carburanti sta mettendo in ginocchio interi settori dell'economia. Le proteste di questa mattina erano ampiamente prevedibili e non si esclude che nelle prossime ore altre categorie possano unirsi alla mobilitazione», affermano in una nota comune Angelo Lustro, Segretario Generale FILT CGIL Campania, e Pierino Ferraiuolo, Segretario Generale UILtrasporti Campania.

Secondo le rappresentanze dei lavoratori, sarebbe stato necessario e prioritario costruire per tempo un tavolo di confronto tra istituzioni, aziende e sindacati per individuare contromisure concrete a sostegno di autotrasportatori e agricoltori.

Il rischio per i consumatori: rincari e carenze nei supermercati

Il timore principale espresso dai sindacati riguarda le ripercussioni a catena che il blocco dei trasporti potrebbe produrre sui consumatori finali con aumento dei prezzi al consumo, difficoltà di approvvigionamento e possibili ritardi o carenze nella consegna di beni di prima necessità.

«In Italia si tende troppo spesso ad agire a emergenza già esplosa, anziché programmare e prevenire», incalzano Lustro e Ferraiuolo. «Le tensioni internazionali non possono diventare una giustificazione per la mancanza di interventi efficaci. Non si può scaricare il peso di questa crisi sulle spalle di imprese, lavoratori e famiglie».

L'appello a Governo e Regione Campania

FILT CGIL e UILtrasporti chiedono un'apertura immediata di un tavolo di crisi sia a livello regionale sia con il Governo nazionale. L'obiettivo è varare interventi tempestivi e risorse d'emergenza che consentano alle categorie colpite dal caro gasolio di proseguire la propria attività senza essere costrette al blocco totale dei servizi.