«Piena solidarietà ai lavoratori della Ficomirrors di Morcone, alle loro famiglie e ai sindaci dell'Alto Tammaro. È inaccettabile che il gruppo Ficosa, dopo decenni di attività industriale e grazie alle competenze e alla professionalità dei lavoratori dello stabilimento sannita, scelga di trasferire in Polonia la produzione degli specchietti destinati al Fiat Ducato, mettendo a rischio circa 250 posti di lavoro tra produzione e indotto entro il 2029».
Così in una nota il deputato campano Agostino Santillo (M5S), vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, intervenendo sulla vicenda anche a seguito delle segnalazioni del vicesindaco di Morcone Paternostro e del Gruppo Territoriale M5S locale.
«Questa delocalizzazione è l'ennesimo segnale del fallimento delle politiche industriali del Governo Meloni e del ministro Adolfo Urso. Di fronte alla crisi dell'automotive e del suo indotto, il Governo continua a dimostrarsi incapace di offrire risposte concrete a tutela dell'occupazione e delle produzioni italiane. Non possiamo accettare che interi territori vengano sacrificati. Urso smetta di fare da spettatore e convochi con urgenza un tavolo di crisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, coinvolgendo azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni locali, per scongiurare il ridimensionamento dello stabilimento e garantire la continuità produttiva e occupazionale».
A rilanciare l'allarme sulle conseguenze sociali ed economiche della vicenda è Gabriele Iarusso, coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle di Benevento:
«Per noi è inaccettabile che nel Beneventano, un'area interna già duramente segnata dallo spopolamento e dalla progressiva perdita di opportunità lavorative, si aggiunga ora una crisi industriale di questa portata. Parliamo di circa 250 posti di lavoro tra produzione e indotto, di altrettante famiglie e di un intero tessuto economico che rischia di subire conseguenze pesantissime. La Ficomirrors non rappresenta soltanto una realtà produttiva, ma un presidio occupazionale fondamentale per l'Alto Tammaro. Non possiamo permettere che le nostre aree interne continuino a perdere lavoro, giovani e prospettive di futuro. Servono risposte immediate, impegni precisi e un piano industriale credibile che salvaguardi l'occupazione e il futuro dello stabilimento».
«Saremo al fianco dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e degli amministratori locali in questa battaglia per la difesa del lavoro e del territorio. Il Governo si assuma finalmente le proprie responsabilità», concludono Santillo e Iarusso.