Un appello ad aprirsi al territorio, superare le steccate dei partiti e trasformare le primarie in un vero momento di democrazia diffusa. È la proposta lanciata dal consigliere regionale Nino Simeone, che sceglie di schierarsi apertamente al fianco di Giuseppe Conte e del Movimento 5 Stelle nell’ambito del progetto del Campo Largo.
Per Simeone, la costruzione di un'alternativa di governo solida e credibile non può prescindere da un coinvolgimento diretto della società civile: cittadini, associazioni, professionisti e amministratori locali.
La proposta: una rete civica aperta alla società civile
Alla base dell'iniziativa di Simeone c'è la volontà di creare una rete civica diffusa che affianchi il Movimento 5 Stelle e le altre forze della coalizione di centrosinistra.
«È necessario favorire una partecipazione ampia e libera dalle appartenenze di partito, mettendo in campo idee, competenze ed energie. La mia scelta è Giuseppe Conte, con il quale condivido la visione e molte delle battaglie del M5S: dall’attenzione ai bisogni delle persone alla giustizia sociale e alla tutela delle fasce più deboli.»
L'obiettivo dichiarato è intercettare l'astensionismo e dare spazio a chi intende contribuire con idee e competenze senza necessariamente iscriversi a una tessera di partito.
Primarie trasparenti e in piazze neutrali
Un punto centrale dell'intervento del consigliere riguarda l'organizzazione logistica delle consultazioni primarie. Per garantire un'affluenza reale e spontanea, Simeone sottolinea l'importanza dei luoghi in cui i cittadini saranno chiamati a votare:
Gazebo e spazi pubblici: Privilegiare piazze, mercati e punti di ascolto aperti a tutti.
Neutralità dei luoghi: Evitare strutture o sedi percepite come "di parte" o riconducibili a singoli esponenti politici.
Massima accessibilità: Garantire un clima neutrale per favorire la partecipazione anche di chi si sente lontano dalle dinamiche di partito.
«Le primarie devono essere un momento di apertura e confronto, non un’occasione che rischi di limitare la partecipazione popolare», conclude Simeone, auspicando una mobilitazione capace di trasformare il Campo Largo in un laboratorio politico partecipato e radicato nel territorio.