Napoli

Un quartiere senza cinema, librerie e biblioteca non può ridursi a fast food a cielo aperto Il Comitato Valori collinari, in piena continuità con i numerosi comunicati già prodotti negli anni sulla sicurezza, sul degrado, sulla scomparsa del commercio tradizionale e sulla trasformazione della movida in fenomeno incontrollato, denuncia con la massima durezza la carenza cronica di spazi di socialità, cultura e aggregazione al Vomero.

Una carenza che non è un dettaglio, ma una delle cause profonde del fenomeno emerso anche nel grave episodio verificatosi sabato sera in piazza Vanvitelli, dove un padre è stato aggredito dopo essere intervenuto in difesa delle figlie coinvolte in una lite.

"Il Vomero non ha più luoghi pubblici adeguati dove i giovani possano incontrarsi, studiare, leggere, assistere a proiezioni, giocare, discutere e costruire relazioni sane - denuncia Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero -. Al contrario, negli ultimi lustri sono state chiuse sei sale cinematografiche sulle otto presenti: Abadir, Arcobaleno, Ariston, Bernini, Colibrì e Orchidea. A queste si aggiungono la scomparsa di importanti presidi culturali e commerciali, come il punto d’incontro della Fnac e le librerie Guida e Loffredo

Non si può continuare a esaminare il fenomeno della movida e della violenza senza chiedersi perché migliaia di giovani non abbiano alternative - sottolinea Capodanno - sono state chiuse sei cinema su otto, si sono perse librerie e spazi culturali, è chiusa da ben sette anni l’unica biblioteca comunale del quartiere. E poi ci meravigliamo se il sabato sera migliaia di ragazzi si riversano in piazza Vanvitelli, si riempiono le pance con cibo veloce e svuotano le menti con shottini a basso costo venduti dai bar aperti fino a notte inoltrata. Questa non è socialità: è il vuoto culturale trasformato in consumo.

Il caso più eclatante è quello della biblioteca comunale Croce, unico presidio bibliotecario pubblico del Vomero, chiusa al pubblico da oltre sette anni.

La struttura, trasferita nel 2008 dalla sede originaria di via Morghen ai locali interrati del plesso scolastico Luigi Vanvitelli in via De Mura, è stata successivamente dichiarata inidonea per umidità, scarsa illuminazione e carenze strutturali. Da anni il Comitato chiede il trasferimento della biblioteca nei locali del polifunzionale comunale di via Morghen, già destinati a questa funzione. Nonostante l’approvazione di progetti esecutivi e l’individuazione di fondi, i locali non sono stati ancora consegnati come nuova sede operativa.

Una biblioteca non è un lusso - sottolinea Capodanno. - È una casa della socialità: un luogo dove i giovani possono studiare, leggere, incontrarsi, assistere a presentazioni, proiezioni, incontri e manifestazioni. Abbiamo lasciato chiuso per sette anni l’unico spazio pubblico di questo tipo nel quartiere, mentre abbiamo consentito la moltiplicazione dei locali di consumo notturno. È una responsabilità politica enorme".

Il Comitato Valori collinari denuncia che, negli ultimi vent’anni, le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno consentito la progressiva trasformazione del Vomero da quartiere residenziale, commerciale e culturale a fast food a cielo aperto.

La scomparsa di cinema, librerie e spazi di aggregazione è avvenuta parallelamente alla proliferazione di bar, locali di somministrazione e attività aperte fino a tarda notte, senza un piano organico di tutela della residenza, della cultura e della qualità della vita.

Il risultato è evidente soprattutto il sabato sera: piazza Vanvitelli, via Scarlatti, via Luca Giordano e le strade limitrofe si riempiono di giovani provenienti da ogni parte della città, mentre gli spazi pubblici e culturali restano chiusi o assenti. L’aggregazione si riduce al consumo di alcol, il tempo libero si identifica con la movida e la piazza diventa il luogo in cui si concentrano assembramenti, tensioni e, talvolta, violenza.

Chi ha governato questa città negli ultimi vent’anni deve rispondere di questa trasformazione – afferma Capodanno. – Non si può pretendere di risolvere la sicurezza con pattugliamenti occasionali quando si è lasciato che il quartiere perdesse cinema, librerie, biblioteca e spazi di aggregazione. La sicurezza si costruisce anche con cultura, presidi pubblici, orari ragionevoli e opportunità reali per i giovani".

Le richieste al Comune

Il Comitato Valori collinari chiede pertanto al Comune di Napoli la riapertura immediata della biblioteca comunale Benedetto Croce in una sede idonea con il trasferimento in tempi rapidi nei locali di via Morghen; un piano per la rinascita culturale del Vomero, con spazi pubblici aperti fino a tarda sera per studio, lettura, proiezioni cinematografiche, giochi, incontri, laboratori e manifestazioni; la valorizzazione degli spazi comunali disponibili per attività rivolte ai giovani, con orari pomeridiani e serali; la tutela e il sostegno delle librerie, dei cinema e delle attività culturali ancora presenti nel quartiere oltre a un confronto urgente con associazioni, scuole, famiglie, commercianti e forze dell’ordine per definire un modello di socialità diverso dalla sola movida con misure concrete e continuative di controllo e moderazione della vendita di alcolici a minori e della consumazione di superalcolici nelle ore notturne.

"Il Vomero deve diventare una casa della socialità aperta a tutti, non un fast food per la movida violenta e fracassona – conclude Capodanno. – Se non restituiamo ai giovani luoghi dove incontrarsi, confrontarsi leggere, vedere film, studiare e crescere, continueremo a lasciarli soli nelle piazze, tra shottini, assembramenti e violenza. La responsabilità è politica e va assunta subito".