Nella giornata del 16 ottobre il personale del Commissariato di Polizia di Stato di Pompei ha eseguito un'ordinanza che applica la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica. Riguarda un uomo indagato per maltrattamenti contro familiari o conviventi, atti persecutori aggravati, lesioni personali aggravate, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, diffusione di riprese e registrazioni fraudolente e sequestro di persona. I reati sarebbero stati commessi ai danni dell'ex compagna e della madre di lei.
LA DENUNCIA DELLA GIOVANE E LE INDAGINI
Le indagini, coordinate dalla Procura e svolte dagli agenti del Commissariato di Pompei, sono partite dalla denuncia-querela della giovane donna. Ha riferito di essere vittima di reiterate condotte persecutorie, minacciose e violente da parte dell'ex compagno, già condannato in passato per comportamenti analoghi nei suoi confronti. Gli investigatori hanno raccolto sommarie informazioni, acquisito documentazione sanitaria e analizzato le comunicazioni telefoniche e telematiche. Secondo la Procura, ne è emerso un grave quadro indiziario: sistematiche vessazioni, aggressioni fisiche e psicologiche, proseguite anche dopo la fine della relazione.
MOLESTIE, MINACCE E APPOSTAMENTI
L'indagato, che non si sarebbe rassegnato alla fine del rapporto, avrebbe molestato e minacciato più volte l'ex compagna con numerose telefonate, messaggi e contatti sui social network, anche con utenze sconosciute e profili falsi. Avrebbe usato espressioni gravemente offensive e prospettato conseguenze se la donna non avesse accettato di riprendere la relazione. Le condotte persecutorie sarebbero state accompagnate da ripetuti appostamenti e intrusioni nella vita privata della vittima, costretta a cambiare le proprie abitudini e a trasferirsi presso la madre per sottrarsi alle vessazioni.
L'AGGRESSIONE DEL 23 MARZO
Il 23 marzo 2026 l'indagato avrebbe approfittato della presenza dell'ex compagna e della madre di lei nell'abitazione in cui aveva convissuto con la giovane. Le avrebbe aggredite entrambe con calci e pugni, facendole cadere a terra e provocando lesioni. In quell'occasione avrebbe tentato di sottrarre il telefono cellulare alla madre per impedirle di chiamare le forze dell'ordine. Poi avrebbe chiuso a chiave la porta dell'abitazione, impedendo alle due donne di allontanarsi per circa 45 minuti.
LE ESIGENZE CAUTELARI E I PRECEDENTI
Ulteriori approfondimenti, spiega la Procura, hanno documentato condotte particolarmente lesive della dignità e della riservatezza della persona offesa. Il complesso delle condotte avrebbe causato nella giovane un grave e perdurante stato di ansia e paura, inducendola a cambiare radicalmente le proprie abitudini e a cercare protezione presso i familiari, senza però riuscire a sottrarsi alle continue iniziative persecutorie dell'ex compagno. Il gip ha disposto la custodia in carcere alla luce del grave quadro indiziario, delle esigenze cautelari e dei precedenti specifici dell'indagato, già destinatario di due sentenze di condanna per condotte persecutorie nei confronti della stessa persona offesa. L'uomo è stato condotto alla Casa Circondariale di Salerno-Fuorni.