Il caro-carburante fa esplodere la rabbia dei camionisti e fa tremare l'intera filiera agroalimentare ed economica della Campania. Da questa mattina, il blocco dei mezzi pesanti sta paralizzando gli accessi strategici al Porto di Napoli e i principali hub logistici della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), proiettando l'ombra del rischio deserto sugli scaffali dei supermercati e sollevando interrogativi politici e giudiziari sulla regia delle agitazioni.
La morsa sul Porto di Napoli: il Varco Bausan nel mirino
La tensione è esplosa alle porte dello scalo partenopeo. I manifestanti hanno concentrato il blocco all'esterno dell'area portuale, sbarrando la strada di accesso al Varco Bausan, arteria nevralgica a ridosso dell'autostrada A1. Un’azione chirurgica: il transito è garantito alle sole automobili, mentre i camion diretti agli imbarchi restano inesorabilmente incolonnati.
A tracciare il quadro della situazione è Eliseo Cuccaro, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale: «Tutti i varchi portuali sono attualmente liberi e la logistica fino a poco fa funzionava regolarmente. Abbiamo però ricevuto segnalazioni circa un blocco all'esterno, lungo la strada di accesso al varco Bausan, che sta progressivamente limitando il traffico merci».
Se il fermo dovesse prolungarsi nelle prossime ore, l'effetto domino rischia di fermare prima i rifornimenti commerciali diretti verso Ischia, Capri e Procida, per poi congelare i traghetti serali per Palermo. Nel tentativo di aggirare l'ostacolo, diversi autotrasportatori stanno tentando di penetrare nello scalo passando per la viabilità ordinaria di via Marina, mentre i mezzi diretti nelle isole minori stanno ripiegando sul porto di Pozzuoli, dove al momento la circolazione scorre senza blocchi.
Conti in rosso e gomma consumata: i costi dell'autotrasporto
A spingere gli autotrasportatori sulla strada è un’equazione economica divenuta insostenibile. A fare i conti in tasca alla categoria è uno dei camionisti presenti al presidio del Bausan: «Per una tratta fino a Pescara l'incasso è di 700 euro. Ma tra 200 litri di gasolio, la giornata dell'autista e la manutenzione, si rischia di andare in perdita. Un treno di gomme che prima costava tra i 1.000 e i 1.500 euro oggi ne richiede 2.200. Sono stato costretto a montare gomme rivestite dietro e nuove davanti, perché non posso permettermi altro. La situazione peggio di così non potrebbe andare».
SOS dal campo alla tavola: «A rischio il cibo e la stabilità delle aziende»
Se gli autotrasportatori denunciano la morsa dei costi, il mondo agricolo e cooperativo lancia un vero e proprio grido d’allarme per le scorte alimentari. Confagricoltura: «Spreco alimentare e concorrenza spietata» Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania, pur comprendendo i motivi del malcontento, sottolinea il prezzo altissimo pagato dal comparto primario: ortofrutta e cibi freschi rischiano di marcire prima di arrivare sui mercati. Le aziende del Mezzogiorno restano paralizzate, mentre i competitor del Nord Italia, della Francia e della Spagna continuano a viaggiare. Ora si chiede usta: Un tavolo e un intervento immediato da parte di Regione e Governo.
Confcooperative: «Tutelare i deperibili e il pescato»
Gli fa eco Mariano Rago, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Campania, che evidenzia l'impatto dei rincari su concimi, imballaggi ed energia: «Occorre garantire prioritariamente il passaggio dei prodotti deperibili e del pescato. Le verdure a foglia e la frutta non aspettano i tempi delle trattative: ritardare la raccolta significa azzerare mesi di investimenti e non poter pagare stipendi e fornitori».
Il nodo Carinaro e le ombre dei social: "Vi vogliamo vuoti"
La protesta si è estesa in modo capillare anche nell'area industriale di Carinaro, nel Casertano, polo logistico cruciale per la distribuzione alimentare campana. I blocchi ai magazzini delle principali catene di supermercati hanno già svuotato diversi reparti di fresco a Napoli e provincia. Su TikTok circola un video riferito a un supermercato Sole365 a Giugliano con la scritta "Vi vogliamo vuoti". La tensione resta altissima: la palla passa ora alle istituzioni e alle forze dell'ordine, chiamate a sbrogliare una matassa economica e sociale che rischia di paralizzare l'intera Campania.