Si alza la tensione nel mondo studentesco partenopeo. Nella mattinata di oggi lunedì 19 ottobre, gli studenti dell'Università degli Studi di Napoli L'Orientale hanno occupato la storica sede di Palazzo Giusso. All'esterno dell'edificio è stato affisso uno striscione con lo slogan: "Orientale occupata! Pretendiamo il futuro, occupiamo il presente". La protesta si inserisce in un quadro di mobilitazione internazionale: per le 16:00 i collettivi hanno annunciato collegamenti in diretta con gli studenti che stanno manifestando in Spagna e in Francia.
Le motivazioni dei collettivi universitari: carovita e speculazione
In una nota diffusa dagli occupanti, gli studenti spiegano le ragioni dell'azione diretta, legata a un contesto economico e sociale ritenutoinsostenibile:
"In una congiuntura storica segnata da una frattura internazionale che ci porta ogni giorno di più verso il baratro, abbiamo deciso di prendere posizione e di organizzarci per provare a lanciare una scossa". Tra i punti centrali della protesta il caro affitti e carovita: prezzi degli alloggi fuori controllo che trasformano il diritto allo studio in un privilegio per pochi. Ma anche il contrasto alla destinazione di fondi pubblici a studentati privati, con rette tra i 600 e gli 800 euro al mese. Tra le rivendicazioni dei collettivi anche la denuncia dell'aziendalizzazione della ricerca e della gentrificazione urbana.
Gli studenti hanno espresso inoltre solidarietà alle manifestazioni europee per il diritto all'abitare (Spagna), per la scuola pubblica (Francia) e contro il riarmo (Germania), oltre al no netto alla costruzione del Cpr a Castel Volturno.
La protesta si estende agli istituti superiori: i licei occupati a Napoli
L'ondata di mobilitazione che sta attraversando la città non riguarda soltanto l'ateneo. Anche negli istituti scolastici superiori la protesta è attiva da diversi giorni, con occupazioni e presidi notturni organizzati all'interno delle strutture.Ecco i licei napoletani attualmente interessati dalle occupazioni:
Liceo Classico Sannazaro (Vomero), Liceo Classico Mazzini, Liceo Classico Umberto I (Chiaia), Liceo Pansini, Liceo De Sanctis (Chiaia), Liceo Scientifico Mercalli, Liceo Genovesi (Centro antico) e il complesso di via Terracina con il Labriola, Rossini e Boccioni. In tutti gli istituti coinvolti gli studenti chiedono maggiori fondi per l'istruzione pubblica, il blocco del carovita sul materiale scolastico e lo stop alle riforme dell'istruzione e alle strutture Cpr.