Si terrà sabato 24 Ottobre 2026 l’evento di Inaugurazione del Mav, museo archeologico comunale "Paolino Macchia" di Villamaina, un appuntamento che segna un momento storico per la comunità e per l’intera Valle d’Ansanto.
L’iniziativa, dal titolo "Le nostre radici per un futuro condiviso", è promossa dal comune di Villamaina, dal museo archeologico comunale "Paolino Macchia", dall'associazione Domenico Caracciolo di Villamaina, con il sostegno di Regione Campania e Poc Campania 2021-2027 - La cultura genera futuro.
Un viaggio indietro nel tempo nella storia delle Valli d’Ansanto, all’insegna di storia, arte, territorio, persone.
Cuore della giornata sarà la presentazione e l’apertura ufficiale alle ore 17:20 della Mostra archeoartistica - I edizione - "Le valli e la Dea. Dalle radici del passato, nuove visioni per il domani", mostra a cura della storica dell’arte Emanuela Conforti e allestimento di Tina Sprintoso.
La mostra mette in dialogo il patrimonio archeologico del museo con il linguaggio dell’arte contemporanea. La Dea, simbolo ancestrale della Valle d’Ansanto, torna a parlare attraverso le opere di 24 artisti contemporanei chiamati a reinterpretare la memoria.
Aristi in mostra:
Alessandro Norelli, Antonio Centrella, Antonio Manganiello, Antonio Restaino, Benito Vertullo, Ciro Sarracino, Dina Pascucci, Dorotea Virtuoso, Felice Storti, Filomena Immediata, Flavio Grasso, Francesco Caloia, Francesco Roselli, Generoso Vella, Gerardo Russo, Giuseppe Amoroso De Respinis, Giuseppe Di Marino, Lella Valentino, Michele Prudente, Nicolina Giammarino, Raffaele Bertolini, Zoja Sperstad.
Programma della giornata sabato 24 Ottobre 2026
Ore 9:00-12:30 visita delle scolaresche a cura dell'associazione Caracciolo
Ore 17:00-20:00 reading poetico e visita guidata alla mostra archeoartistica “Le valli e la Dea” con presentazione e apertura ufficiale mostra alle ore 17:20
A seguire: aperitivo "Archeoartistico", un incontro tra cultura, arte e sapori del territorio. L’evento si propone come un nuovo modello di valorizzazione museale: non solo conservazione, ma laboratorio vivo dove territorio, memoria e comunità si incontrano.
"Le valli e la Dea non è solo una mostra, è un atto di restituzione. Abbiamo chiesto agli artisti di ascoltare ciò che le pietre, i reperti e i paesaggi irpini, custodiscono da millenni per trasformarlo in visione contemporanea" - dichiara la curatrice Emanuela Conforti.