Il centrosinistra prova a mettere ordine nella propria area moderata, ma la strada verso una coalizione unitaria resta complicata. Al tavolo programmatico del campo largo potrebbero sedere quattro formazioni centriste, mentre prende forma l'ipotesi di affidare a Silvia Salis, sindaca di Genova, un ruolo di raccordo politico dopo le primarie. Una prospettiva ancora tutta da definire, che si intreccia con la competizione per la leadership tra Elly Schlein e Giuseppe Conte.

La segretaria del Partito Democratico vorrebbe presentare agli elettori un'alleanza capace di tenere insieme progressisti, ambientalisti e moderati, evitando però una frammentazione eccessiva. Il problema è che le diverse anime del centro non hanno ancora trovato una formula condivisa per presentarsi con un'unica rappresentanza.

Quattro sigle per il tavolo della coalizione

L'ipotesi che sta prendendo consistenza prevede di invitare al confronto programmatico le formazioni centriste già presenti in Parlamento. Si tratta di Italia Viva, Più Europa, Partito Socialista Italiano e Centro Democratico.

Per Italia Viva il riferimento sarebbe Maria Elena Boschi, mentre Più Europa avrebbe come interlocutore il segretario Riccardo Magi. Nell'area socialista e civica emergono i nomi di Enzo Maraio e Alessandro Onorato, mentre Bruno Tabacci rappresenterebbe il Centro Democratico, formazione che ha offerto uno spazio politico anche a Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli.

La soluzione consentirebbe di avviare il confronto senza attendere la nascita di un soggetto unitario di centro. Non risolverebbe, tuttavia, il problema della frammentazione, perché le diverse formazioni continuano a conservare identità, gruppi dirigenti e sensibilità politiche differenti.

Per Schlein, la questione non è soltanto organizzativa. Un tavolo troppo affollato rischierebbe di complicare la definizione del programma comune e di riproporre l'immagine delle coalizioni del passato, caratterizzate da numerosi interlocutori e da difficili mediazioni.

Silvia Salis e l'ipotesi di una federazione moderata

In questo scenario torna il nome di Silvia Salis. La sindaca di Genova, già atleta olimpica, viene considerata da una parte del centrosinistra una possibile figura di raccordo tra le diverse componenti moderate.

La segreteria democratica le avrebbe chiesto più volte di valutare un impegno in questa direzione. Finora Salis ha preferito mantenere le distanze, anche perché non si riconosce pienamente nell'etichetta centrista e intende continuare il proprio lavoro amministrativo.

La posizione, tuttavia, non equivale a una chiusura definitiva. La prima cittadina potrebbe prendere in considerazione un contributo nei prossimi mesi, soprattutto dopo la scelta del candidato alla presidenza del Consiglio.

Il risultato delle primarie rappresenterebbe un passaggio determinante. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, Salis sarebbe maggiormente disponibile a svolgere un ruolo politico nella coalizione qualora la leadership venisse affidata a Elly Schlein. Più complessa apparirebbe una sua partecipazione diretta nel caso di un'affermazione di Giuseppe Conte.

Intervenendo al Tg3, la sindaca ha comunque assicurato il proprio sostegno a chiunque venga scelto come candidato del centrosinistra. Ha inoltre riconosciuto alla segretaria democratica il merito di rappresentare una fase di cambiamento per il partito.

La sfida tra Schlein e Conte condiziona le alleanze

Il confronto sulla rappresentanza dei moderati si inserisce in una fase delicata per il campo largo. Schlein ha manifestato la disponibilità a candidarsi alla guida del governo, mentre Conte continua a rivendicare la necessità di un percorso condiviso per individuare il candidato premier.

Le primarie restano una delle ipotesi principali, ma devono ancora essere definiti tempi e modalità della consultazione.

Intanto il confronto programmatico incontra ostacoli su alcune questioni centrali. Il sostegno militare all'Ucraina continua a distinguere le posizioni del Pd da quelle del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra. Anche la proposta di tassare maggiormente i grandi patrimoni ha fatto emergere sensibilità differenti.

Sul terreno economico e sociale esistono invece margini di convergenza più ampi, dalla sanità pubblica al costo della vita, fino alle politiche abitative e alla tutela dei salari.

La costruzione della coalizione dovrà quindi procedere contemporaneamente su due fronti: definire un programma riconoscibile e individuare una formula politica che permetta a tutte le componenti di partecipare senza moltiplicare i conflitti interni.

Il nodo della rappresentanza parlamentare

Nel frattempo, anche Più Europa lavora per rafforzare la propria presenza istituzionale. Riccardo Magi punta alla costituzione di un gruppo parlamentare attraverso il sostegno di altri deputati.

L'obiettivo dichiarato è anche quello di promuovere un ricorso alla Corte costituzionale contro l'aumento delle firme richieste per presentare le liste alle prossime elezioni politiche.

La questione della rappresentanza assume dunque un significato che va oltre la distribuzione dei posti al tavolo della coalizione. Per le formazioni minori, disporre di un'autonoma presenza parlamentare significa poter incidere sulle decisioni e affrontare con maggiore forza le future scadenze elettorali.

La partita decisiva arriverà dopo le primarie

La disponibilità condizionata di Silvia Salis lascia aperta una possibilità, ma non rappresenta ancora un accordo politico. La sindaca non intende partecipare alle primarie e non ha assunto alcun impegno formale per guidare una federazione centrista.

Il Partito Democratico dovrà quindi decidere se attendere una possibile mediazione successiva alla scelta del candidato premier oppure procedere immediatamente con una rappresentanza plurale dei moderati.

Per il campo largo il passaggio sarà importante anche sul piano dell'immagine pubblica. La coalizione dovrà dimostrare di saper trasformare una somma di partiti in un progetto politico condiviso, senza cancellare le differenze che ancora attraversano l'opposizione.

Il tavolo programmatico costituirà il primo banco di prova. Solo successivamente sarà possibile comprendere se l'area centrista riuscirà a trovare una propria sintesi e se Silvia Salis deciderà di contribuire direttamente alla sua costruzione.