Avellino

È stato bloccato in tempo il passaggio di sostanza stupefacente tra detenuti nel locale infermeria. Gli agenti della polizia penitenziaria hanno rinvenuto circa quattro grammi di cocaina.

A dare notizia dell’operazione è Fabio Ciampi, delegato della Uil Fp polizia penitenziaria. Le telecamere e l’occhio attento del collega

Decisiva, spiega Ciampi, è stata l’attenzione della sala regia del padiglione. Un collega, osservando con scrupolo le immagini del sistema di videosorveglianza, ha notato atteggiamenti anomali e movimenti sospetti tra alcuni detenuti nei pressi dell’infermeria.

Un’intuizione maturata dall’esperienza e dalla concentrazione, che ha fatto scattare immediatamente i controlli.

Le verifiche hanno dato esito positivo: è stata rinvenuta la sostanza, individuata come cocaina per un peso complessivo di circa quattro grammi.

Il passaggio tra i detenuti è stato così interrotto sul nascere. Sull’accaduto interviene Raffaele Troise, responsabile della Uil Fp polizia penitenziaria, che rivolge un riconoscimento al personale coinvolto.

"Desidero esprimere il mio sincero apprezzamento al collega della sala regia del padiglione De Vivo e a tutti gli appartenenti al Corpo che sono intervenuti", dichiara Troise.

"Questo risultato dimostra ancora una volta quanto sia prezioso il lavoro, spesso silenzioso e lontano dai riflettori, svolto ogni giorno dalle donne e dagli uomini della polizia penitenziaria. Dietro uno schermo, con attenzione e professionalità, si difende la sicurezza dell’intero istituto".

Troise sottolinea poi il valore della prevenzione: "Impedire che la droga circoli in carcere significa tutelare la salute dei detenuti, la sicurezza del personale e la legalità.

Ogni intervento come questo è il frutto di senso del dovere e spirito di servizio che meritano di essere riconosciuti e sostenuti con strumenti adeguati e con risorse umane all’altezza delle sfide quotidiane".

La Uil Fp polizia penitenziaria ribadisce la propria vicinanza ai poliziotti penitenziari e rinnova l’impegno a tutela di chi opera, in condizioni spesso difficili, all’interno degli istituti.