Un'altra giornata di maltempo estremo colpisce l'Italia, provocando una vittima e numerose situazioni di emergenza. La tragedia più grave si è consumata all'alba di mercoledì 21 ottobre a Jesolo, in provincia di Venezia, dove un militare di 46 anni è morto dopo essere stato travolto da un albero caduto sulla sua automobile. Intanto una vasta perturbazione atlantica attraversa la Penisola con piogge intense, temporali, raffiche di vento e possibili grandinate. La Protezione civile ha diramato l'allerta arancione in sei regioni, mentre numerosi comuni hanno disposto la chiusura delle scuole e limitazioni alla circolazione per ridurre i rischi alla popolazione.
Jesolo, il militare ucciso mentre andava al lavoro
La tragedia è avvenuta intorno alle 6 del mattino in via Roma Destra, una delle arterie stradali di Jesolo. Il militare, originario di Cagliari, stava raggiungendo il posto di lavoro quando un albero ha improvvisamente ceduto, abbattendosi sulla vettura in transito.
Il tronco ha colpito il tetto dell'automobile, sfondando l'abitacolo e intrappolando il conducente. L'impatto non gli ha lasciato possibilità di mettersi in salvo.
Sul posto sono arrivati rapidamente i sanitari del Suem 118, i vigili del fuoco e i carabinieri di Jesolo. Le squadre di soccorso hanno utilizzato mezzi specializzati per liberare l'uomo dalle lamiere, ma ogni tentativo di salvarlo si è rivelato inutile.
Gli investigatori hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell'incidente e verificare le condizioni della pianta. Il cedimento sarebbe collegato alle condizioni meteorologiche avverse, ma le cause dovranno essere chiarite dalle verifiche tecniche. È prevista l'apertura di un'inchiesta.
La morte del quarantaseienne rappresenta l'episodio più drammatico di un'ondata di maltempo che sta impegnando centinaia di soccorritori in diverse regioni italiane.
Allerta arancione in sei regioni, sedici interessate dal livello giallo
Il sistema nazionale di monitoraggio ha individuato condizioni di criticità elevata in Liguria, Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Campania. L'allerta arancione riguarda specifiche aree dei territori regionali e segnala un rischio significativo legato soprattutto a temporali intensi, frane, smottamenti e possibili allagamenti.
L'allerta gialla interessa invece sedici regioni, comprese diverse zone della Lombardia, dell'Emilia-Romagna, della Toscana, dell'Umbria, dell'Abruzzo, del Molise, della Puglia, della Basilicata, della Calabria e della Sicilia.
La perturbazione, dopo aver investito il Nord-Ovest, si sta progressivamente spostando verso il Centro e il Sud, con fenomeni localmente intensi lungo il versante tirrenico.
Particolare attenzione viene riservata ai bacini idrografici, alle aree montane e ai territori già saturi d'acqua, dove ulteriori precipitazioni possono favorire cedimenti del terreno e improvvisi innalzamenti dei corsi d'acqua.
Liguria, frane e strade chiuse: migliora l'allerta
In Liguria, una delle regioni maggiormente colpite nelle ultime ore, la situazione meteorologica mostra segnali di miglioramento, ma restano numerosi problemi alla viabilità.
A Genova, in alcune aree, le precipitazioni accumulate nelle ultime 24 ore hanno raggiunto valori compresi tra 80 e 150 millimetri. Le squadre comunali della Protezione civile, insieme ai volontari e al personale di Amiu e Aster, hanno lavorato durante la notte per rimuovere alberi e rami pericolanti e risolvere allagamenti localizzati.
Nel Savonese, la strada statale 1 Aurelia resta interrotta tra Celle Ligure e Albissola a causa di una frana. Gli operatori dell'Anas sono impegnati nella rimozione dei detriti e nella verifica della stabilità del versante.
La riapertura, inizialmente con senso unico alternato, potrà essere valutata soltanto dopo gli accertamenti tecnici e la messa in sicurezza dell'area.
Altri problemi si registrano lungo la provinciale 27 tra Finale Ligure e Orco Feglino, dove il distacco di alcuni massi ha imposto la chiusura della carreggiata. Uno smottamento ha interessato anche la provinciale 29 del Colle di Cadibona.
A Savona, in via Famagosta, il cedimento del manto stradale ha coinvolto un mezzo da lavoro, rimasto in bilico. Il conducente è riuscito a uscire autonomamente dal veicolo.
Alle 10.20 risultava terminata l'allerta arancione sul Centro Levante ligure e sui versanti padani di Ponente, mentre sul Levante restava in vigore l'allerta gialla fino alle 14.
Piemonte, oltre 120 millimetri di pioggia e fiumi sotto osservazione
Anche il Piemonte ha affrontato una notte di precipitazioni molto intense. I pluviometri hanno registrato accumuli significativi, con 123 millimetri a Camparient, nel Biellese, 115 millimetri a Oropa e 112 millimetri a Piano Audi, nel Torinese.
Le piogge hanno provocato l'innalzamento di diversi corsi d'acqua, soprattutto nel settore meridionale e nord-orientale della regione. Il torrente Erro, a Cartosio, nell'Alessandrino, ha superato il livello di pre-soglia.
La situazione viene monitorata anche lungo i bacini dell'Orba, della Bormida e del Sesia, dove i livelli idrometrici mostrano andamenti differenti tra le sezioni di monte e quelle di valle.
Per precauzione, sette comuni dell'Alessandrino hanno disposto la chiusura delle scuole.
Secondo gli aggiornamenti della mattinata, le precipitazioni stanno progressivamente diminuendo e il quadro generale appare in miglioramento. Rimane comunque necessario controllare l'evoluzione dei livelli dei fiumi, che possono continuare a crescere anche dopo la cessazione delle piogge.
Lazio, alberi caduti e allagamenti tra Roma e Latina
Nel Lazio le piogge hanno interessato soprattutto le province di Roma e Latina, dove i vigili del fuoco sono impegnati nella rimozione di alberi caduti, nella messa in sicurezza di strutture pericolanti e negli interventi contro gli allagamenti.
La Protezione civile ha classificato in allerta arancione anche i bacini di Roma, quelli costieri meridionali e il bacino del Liri.
Ad Anzio è stata disposta la chiusura delle scuole per motivi precauzionali.
L'attenzione resta concentrata sulle strade maggiormente esposte agli allagamenti e sulle zone dove l'accumulo delle precipitazioni potrebbe provocare un rapido innalzamento dei livelli idrici.
Venezia, il Mose si alza per la prima volta nella stagione
Il maltempo interessa anche la laguna di Venezia, dove nella mattinata del 21 ottobre è stato effettuato il primo sollevamento stagionale del Mose, il sistema di barriere mobili progettato per proteggere la città dall'acqua alta.
Le previsioni indicavano un picco di marea di 110 centimetri in mare aperto alle 9.20, con un livello atteso di circa 90 centimetri in laguna.
Ulteriori picchi di marea, sempre intorno ai 90 centimetri, sono previsti per giovedì 22 e venerdì 23 ottobre.
L'attivazione delle paratoie rappresenta una misura di prevenzione fondamentale per limitare gli effetti delle maree più elevate, soprattutto quando le perturbazioni atmosferiche si accompagnano a venti e condizioni marine sfavorevoli.
Isola d'Elba, oltre 120 millimetri di pioggia e smottamenti
Sull'isola d'Elba, in Toscana, le precipitazioni più intense si sono concentrate nella giornata del 20 ottobre, raggiungendo accumuli superiori ai 120 millimetri in alcune località.
I danni maggiori sono stati segnalati nel settore occidentale dell'isola, in particolare tra Pomonte, Patresi, Sant'Andrea e l'area di Marciana Marina.
L'acqua ha trascinato detriti, provocato smottamenti e danneggiato alcuni muri di contenimento. La strada provinciale 25 è stata chiusa tra Patresi e Colle d'Orano per uno smottamento, mentre altre interruzioni temporanee hanno interessato la viabilità locale.
A Patresi, la piena del fosso del Bollero ha trasportato verso il mare grandi quantità di sabbia, ghiaia e materiale alluvionale, modificando sensibilmente l'aspetto del tratto costiero e rendendo inutilizzabile lo scalo delle imbarcazioni.
Nella mattinata del 21 ottobre il tempo è migliorato, ma proseguono le verifiche per individuare ulteriori danni.
Calabria, strade interrotte ed esondazioni nel Crotonese
La perturbazione sta provocando problemi anche in Calabria, soprattutto nelle province di Crotone e Cosenza.
La strada statale 107, collegamento strategico tra le due città, è stata interessata da interruzioni legate all'accumulo di acqua e detriti.
Difficoltà alla circolazione si registrano anche lungo la statale 106 e sulle provinciali 53 e 16, in particolare nel territorio di Strongoli.
Situazioni critiche vengono segnalate a San Giovanni in Fiore, Cotronei e Cerenzia, dove la presenza di grandi quantità di acqua piovana rende pericolosa la circolazione.
Ad Altilia, nel territorio di Santa Severina, un affluente del fiume Neto è esondato, invadendo la strada provinciale adiacente e aggravando i problemi della viabilità.
Sul posto operano i vigili del fuoco, l'Anas e la Polizia Stradale per gestire le emergenze e ripristinare le condizioni di sicurezza.
Sardegna, 170 interventi e una famiglia evacuata
La Sardegna è stata interessata da una fase di maltempo particolarmente intensa nelle province di Nuoro, Oristano e Sassari.
Le squadre di soccorso hanno effettuato circa 170 interventi per allagamenti, alberi caduti e automobilisti rimasti in difficoltà.
A Siniscola, nel Nuorese, una famiglia composta da cinque persone è stata evacuata nella serata del 20 ottobre dopo essere rimasta bloccata nella propria abitazione dall'innalzamento dell'acqua.
Le operazioni di soccorso hanno permesso di mettere in sicurezza gli occupanti, mentre proseguono gli accertamenti sui danni provocati dalle precipitazioni.
Le previsioni, miglioramento atteso dalla serata
Secondo il meteorologo del Consiglio nazionale delle ricerche Giulio Betti, la perturbazione dovrebbe progressivamente attenuarsi dalla serata del 21 ottobre, spostandosi verso i Balcani.
Il miglioramento dovrebbe interessare inizialmente le regioni settentrionali e successivamente il resto della Penisola, con una diminuzione dell'intensità delle precipitazioni.
Le temperature subiranno una lieve flessione, pur mantenendosi relativamente miti per il periodo.
La cessazione delle piogge, tuttavia, non comporterà automaticamente la fine delle criticità. Nei territori maggiormente colpiti resteranno necessari il monitoraggio dei corsi d'acqua, le verifiche sulla stabilità dei versanti e gli interventi per liberare le strade dai detriti.