La Lega arriva al congresso straordinario con una sfida aperta alla leadership di Matteo Salvini. Il senatore ed ex ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha raccolto le firme necessarie per candidarsi alla segreteria del partito. Una novità politica che coincide con la pubblicazione di un sondaggio dell'istituto Noto per la Repubblica, dal quale emerge una crescente distanza tra Salvini e gli elettori che negli ultimi anni hanno abbandonato il Carroccio. Tra questi, il nome più apprezzato resta quello di Luca Zaia, considerato un riferimento della tradizione autonomista e territoriale del partito.
La sfida si consumerà sabato 24 e domenica 25 ottobre a Milano, davanti a circa 700 delegati. Con due candidati in corsa, la scelta del segretario avverrà a scrutinio segreto, una modalità che consentirà di esprimere il voto senza renderlo pubblico.
Garavaglia raccoglie le firme, sfida aperta a Salvini
La notizia è arrivata nella mattinata del 21 ottobre. Garavaglia è riuscito a raccogliere più delle 80 firme richieste dal regolamento congressuale, superando un passaggio che fino alle ultime ore aveva reso incerta la sua candidatura.
A sostenerlo sono soprattutto esponenti della componente lombarda, a cominciare dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo e dal presidente della Regione Attilio Fontana. Hanno sottoscritto la candidatura anche gli assessori regionali Massimo Sertori e Claudia Terzi. Più prudente, invece, l'atteggiamento delle componenti del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia e del Piemonte.
Garavaglia propone una Lega maggiormente legata al federalismo, alle autonomie e alle esigenze economiche del Settentrione. Una linea che si distingue dalla strategia nazionale e sovranista perseguita da Salvini negli ultimi anni.
La sua candidatura non equivale a una richiesta di uscita di scena del segretario, ma introduce un confronto politico sulla direzione futura del partito.
Il sondaggio: Salvini piace alla base, Zaia agli ex elettori
A rendere più significativo il congresso sono i risultati del sondaggio Noto, condotto tra il 13 e il 16 ottobre.
Tra gli attuali elettori della Lega, l'operato di Salvini raccoglie l'87% di giudizi positivi. La percentuale scende al 48% tra chi aveva votato il partito alle Europee del 2024 e successivamente se ne è allontanato, fino al 35% tra gli ex elettori del 2019.
Diverso il quadro per Zaia. L'ex presidente del Veneto ottiene giudizi favorevoli dal 92% degli elettori attuali, dal 72% degli ex votanti del 2024 e dal 76% di quelli del 2019.
Il dato mostra una maggiore capacità di Zaia di raccogliere apprezzamento anche fuori dall'elettorato attuale. Non costituisce però una misurazione diretta delle intenzioni di voto dei delegati al congresso.
Il Nord chiede un cambio di rotta
Il malcontento riguarda soprattutto l'identità politica del Carroccio. Il 51% degli ex elettori del 2024 e il 58% di quelli del 2019 ritiene che la Lega si sia spostata troppo a destra.
Molti chiedono un ritorno alle priorità storiche del partito: imprese, autonomia, federalismo e attenzione ai territori settentrionali. Tra gli ex votanti del 2024, il 44% indica una maggiore attenzione al Nord come condizione per tornare a sostenere la Lega. La percentuale raggiunge il 45% tra quelli del 2019.
La strategia nazionale di Salvini continua invece a convincere gran parte della base attuale, evidenziando una distanza tra chi è rimasto fedele al partito e chi se ne è allontanato.
Il voto segreto, l'incognita del congresso
La candidatura di Garavaglia porta questo confronto direttamente dentro il congresso. Lo scrutinio segreto impedirà di conoscere le scelte individuali dei delegati e potrebbe consentire anche agli esponenti più prudenti di esprimere eventuali dissensi senza esporsi pubblicamente.
Salvini, alla guida del partito dal 2013, ha accolto pubblicamente con favore la presenza di uno sfidante, sostenendo l'utilità di un confronto tra idee e proposte differenti.
Il congresso dovrà quindi decidere non soltanto chi guiderà la Lega, ma anche quale spazio riservare alle istanze federaliste e alla componente settentrionale. Garavaglia porta questa posizione nella competizione per la segreteria, mentre il consenso raccolto da Zaia tra gli ex elettori segnala una domanda di cambiamento che va oltre i rapporti di forza interni.
Il 24 e 25 ottobre i delegati saranno chiamati a scegliere tra la continuità della leadership di Salvini e la proposta alternativa dell'ex ministro. Il risultato chiarirà gli equilibri congressuali, mentre la riconquista degli elettori perduti resterà una questione politica aperta.