Una nota lunghissima. Umberto Pagano rompe il silenzio. L'ad della Salernitana firma un comunicato stampa: "Il rispetto dei ruoli, la libertà di dissentire e il futuro della Salernitana sono tre punti cardine su cui basarsi. Da troppo tempo assistiamo a un clima di contestazione permanente che, in alcuni casi, ha assunto caratteristiche che ritengo incompatibili con il sereno funzionamento di una società sportiva. Credo sia giusto ristabilire un principio fondamentale: la Salernitana è un club di calcio professionistico con responsabilità, organi di governo e persone chiamate ad assumere decisioni. I tifosi rappresentano il patrimonio emotivo più importante di questa società. Hanno tutto il diritto di esprimere pacificamente le proprie opinioni, criticare scelte e risultati sportivi, decidere di andare o non andare allo stadio. Ma nessuna componente della tifoseria può arrogarsi il diritto di stabilire chi debba allenare la Salernitana, chi debba amministrarla o quali tesserati debbano restare e quali andare via. Le decisioni spettano agli organi societari, che ne assumono integralmente la responsabilità e vengono giudicati per i risultati conseguiti. Occorre evitare, su tutti i fronti, la creazione di un clima che mini la serenità di chi lavora nella Salernitana. Rivolgo anche un invito al mondo dell’informazione locale. La stampa svolge una funzione essenziale di controllo, informazione ed anche critica che rispettiamo pienamente. Tuttavia, ritengo necessario che il racconto degli eventi proceda con il dovuto senso di responsabilità e seguendo la correttezza deontologica.
"Iervolino non è ostile"
Desidero poi affrontare con altrettanta chiarezza la questione della proprietà, che ha sostenuto la Salernitana con investimenti economici straordinariamente rilevanti, assumendosi oneri e responsabilità che meritano quantomeno di essere riconosciuti con obiettività. Gli investimenti non cancellano gli errori, né attribuiscono il diritto all’immunità dalle critiche. I risultati sportivi degli ultimi anni hanno prodotto delusione e sofferenza: sarebbe sbagliato negarlo. Ma è altrettanto sbagliato rappresentare Danilo Iervolino come un soggetto disinteressato o addirittura ostile alla Salernitana. La riconoscenza non può essere imposta, però il rispetto dovrebbe essere reciproco. Trovo ingeneroso che parte della tifoseria continui a rivolgere alla proprietà richieste di disimpegno, spesso senza considerare l’entità delle risorse investite e le responsabilità (non solo economiche) che continuano a essere assunte. Voglio inoltre ribadire un concetto espresso più volte: Danilo Iervolino è disponibile ad affidare la Salernitana a una nuova proprietà seria e finanziariamente solida, capace di garantirne continuità e ambizioni. Non esiste alcuna volontà di trattenere la società contro l’interesse della città o dei tifosi. Tuttavia, al momento non si sono palesate proposte credibili ed affidabili nell’interesse stesso della Salernitana e a salvaguardia del suo futuro. Pertanto, chiedere continuamente di passare la mano senza la presenza di alternative reali e valide, non rappresenta una soluzione. Occorre anche riflettere sul messaggio che un clima di contestazione permanente trasmette all’esterno: quale imprenditore sarebbe incoraggiato a investire risorse importanti in una piazza nella quale, ad ogni difficoltà sportiva, vengono richieste le dimissioni della proprietà, dei dirigenti o dell’allenatore?
Non si deve minare il clima"
Gli investimenti richiedono stabilità, fiducia, responsabilità e possibilità di programmare. Nessun percorso serio può essere costruito se ogni momento delicato si trasforma in una richiesta di azzeramento. Non chiediamo ai tifosi di rinunciare alla critica. Chiediamo di non trasformarla in pressione permanente capace di compromettere la serenità della squadra e il lavoro dei professionisti. Danilo Iervolino, pur profondamente amareggiato da contestazioni che considera spesso ingenerose, conserva affetto per la Salernitana e per la città. La sua disponibilità a fare un passo indietro nasce anche dalla volontà di favorire un futuro sereno per il club, non da un intento di abbandono. Fin quando sarà proprietario, continuerà ad assumersi le proprie responsabilità, a garantire i mezzi necessari e a sostenere l’obiettivo di disputare un campionato di vertice. Mi auguro sinceramente che si possa tornare a una condizione di normalità nella quale la società governa, i dirigenti dirigono, l’allenatore allena, i calciatori giocano e i tifosi sostengono, criticano e partecipano con la passione che ha sempre reso speciale questa piazza. Una normalità nella quale il confronto, l’eventuale dissenso pacifico e il rispetto rimangono il fondamento dei rapporti tra tutte le componenti. La Salernitana appartiene alla storia e al sentimento della sua gente. Ma la responsabilità di amministrarla spetta a chi, in ogni momento, ne assume obblighi giuridici, economici e sportivi. È da questo reciproco riconoscimento dei ruoli che possiamo ripartire. Perché tutti, al di là delle opinioni e delle legittime diversità di vedute, dovremmo desiderare la stessa cosa: una Salernitana forte, rispettata, competitiva e capace di costruire il proprio futuro.