La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti continua a mettere sotto pressione la rete dei rifornimenti, soprattutto nel Mezzogiorno, mentre il governo tenta di riportare la situazione alla normalità con una doppia risposta: interventi economici per le categorie in difficoltà e controlli più severi contro i blocchi stradali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato per oggi, giovedì 22 ottobre, alle 12, il Consiglio dei ministri, chiamato a esaminare un decreto legge con nuove misure a sostegno dell'autotrasporto e del settore agricolo.
Nel frattempo, la polizia ha cominciato a scortare i mezzi pesanti lungo le tratte più problematiche per consentire la consegna delle merci. Una misura straordinaria che restituisce la gravità di una crisi ormai estesa ben oltre il mondo dei trasporti, con conseguenze sui supermercati, sui mercati alimentari, sulle attività produttive e sui servizi pubblici.
Scorte ai camion e controlli sui blocchi
Il ministero dell'Interno ha intensificato le operazioni per individuare i responsabili dei presidi stradali ritenuti illegali. Secondo i dati diffusi dal Viminale il 21 ottobre, sono state identificate 1.339 persone, con 71 denunce e 242 sanzioni amministrative.
Particolarmente delicata la situazione in Campania, dove le forze dell'ordine hanno garantito la scorta a circa 500 mezzi pesanti, permettendo lo svolgimento di numerose operazioni di carico e scarico.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha inoltre riunito prefetti e questori delle province interessate, richiamando l'attenzione anche sul rischio di possibili infiltrazioni criminali nelle proteste. Si tratta di un'ipotesi sulla quale le autorità intendono mantenere alta la vigilanza, senza confondere le rivendicazioni degli operatori con eventuali comportamenti illeciti.
Da Palazzo Chigi è arrivata una posizione netta: il diritto a manifestare deve essere garantito, ma non può tradursi nell'impedimento della circolazione delle merci o nel danneggiamento delle attività economiche.
Il decreto del governo e gli aiuti alle imprese
Il provvedimento atteso oggi in Consiglio dei ministri punta ad affrontare le difficoltà economiche denunciate dagli autotrasportatori, alle prese con l'aumento del prezzo del gasolio e con margini operativi sempre più ridotti.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha già avviato un confronto con le rappresentanze del settore, raggiungendo un'intesa finalizzata al ripristino della circolazione.
Il viceministro Edoardo Rixi ha annunciato l'avvio dell'erogazione delle risorse già previste per gli autotrasportatori, mentre il nuovo decreto dovrebbe rafforzare gli interventi a sostegno delle imprese.
Accanto al trasporto merci, il governo intende destinare ulteriori risorse all'agricoltura, un comparto particolarmente esposto ai rincari energetici e alle difficoltà nella distribuzione dei prodotti.
Resta da conoscere il contenuto definitivo del decreto, che dovrà chiarire l'entità dei finanziamenti, i beneficiari e le modalità di accesso agli aiuti.
Supermercati in difficoltà e merci ferme
Gli effetti della protesta sono ormai visibili nella vita quotidiana. In diverse aree del Sud si registrano problemi negli approvvigionamenti, con scaffali vuoti, consegne saltate e difficoltà per le imprese che dipendono dal trasporto su gomma.
I sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, hanno segnalato il rischio di una paralisi dei servizi e di un aggravamento dell'emergenza rifiuti, chiedendo un intervento tempestivo per ristabilire la circolazione.
Anche la ristorazione sta pagando le conseguenze delle interruzioni. L'associazione Aigrim-Fipe ha segnalato la chiusura di diversi esercizi nel Mezzogiorno a causa della mancanza di rifornimenti.
Le difficoltà riguardano inoltre l'edilizia. In Calabria, l'associazione dei costruttori ha denunciato problemi nella disponibilità di materiali fondamentali come acciaio e bitume.
A Termoli, in Molise, la situazione ha prodotto un effetto paradossale: il pesce fresco, che non riesce a raggiungere regolarmente i mercati di destinazione, viene venduto a prezzi particolarmente bassi. Una conseguenza delle difficoltà di distribuzione che rischia di trasformarsi in una perdita economica per i produttori.
In Sicilia sospesi alcuni blocchi
Un primo segnale di distensione arriva dalla Sicilia, dove l'Associazione imprese autotrasportatori siciliani ha deciso di sospendere la protesta dopo un incontro in Prefettura a Catania.
Il presidente dell'associazione, Giuseppe Richichi, ha spiegato che la decisione è maturata dopo le rassicurazioni ricevute sulla partecipazione ai tavoli nazionali dedicati alla crisi dell'autotrasporto.
La sospensione riguarda i blocchi organizzati dall'associazione in diversi punti della rete stradale siciliana, compresi alcuni collegamenti autostradali e portuali.
Il segnale, tuttavia, non equivale alla conclusione della mobilitazione nazionale. In altre regioni permangono tensioni e difficoltà, mentre le associazioni di categoria continuano a chiedere risposte strutturali sul costo del carburante.
La partita politica e le prossime ore
La crisi è diventata anche un terreno di confronto politico. Le opposizioni, con Elly Schlein e Giuseppe Conte, chiedono che la presidente del Consiglio riferisca in Parlamento sulle misure previste e sulla gestione dell'emergenza.
Per il governo, la priorità immediata resta garantire la libera circolazione delle merci, evitando che la protesta comprometta ulteriormente la distribuzione dei beni essenziali.
Il Consiglio dei ministri di oggi rappresenta quindi un passaggio decisivo. Dall'efficacia delle misure economiche e dalla capacità di riaprire stabilmente le principali arterie del trasporto dipenderà la possibilità di ridurre i disagi per imprese, lavoratori e cittadini.
L'emergenza, intanto, continua a pesare soprattutto sulle regioni meridionali, dove il blocco delle forniture ha mostrato quanto rapidamente una crisi dell'autotrasporto possa coinvolgere l'intera economia locale.