Gli agenti della divisione polizia anticrimine della questura di Napoli e del commissariato di Giugliano- Villaricca, hanno eseguito un decreto di sequestro di beni finalizzato alla confisca ai sensi della normativa antimafia, emesso dal tribunale di Napoli, sezione misure di prevenzione, a seguito di una proposta avanzata dal questore di Napoli, nei confronti di un uomo, classe 1961, del napoletano già destinatario di misure di prevenzione personali.
In particolare, l'indagato è stato ritenuto socialmente pericoloso in virtù dei numerosi precedenti penali per associazione a delinquere, rapina, furto, usura ed estorsione, reati questi ultimi per i quali è stato recentemente condannato, peraltro, in via definitiva, alla pena di cinque anni di reclusione.
Il provvedimento è scaturito da un’articolata attività di indagine patrimoniale, condotta dalla divisione polizia anticrimine della locale questura, che ha evidenziato una significativa sproporzione tra le disponibilità reddituali lecite del proposto e del suo nucleo familiare e gli investimenti effettuati, nonché elementi indicativi del reimpiego in attività economiche dei proventi delle menzionate attività delittuose.
Il sequestro ha interessato la totalità delle quote e del patrimonio aziendale di una società a responsabilità limitata, con sede a Giugliano in Campania, nonché ulteriori 10 immobili, tra civili abitazioni, locali commerciali, autorimesse e accessori.
Il tribunale ha valorizzato, in particolare, la correlazione temporale tra l’acquisizione del patrimonio alberghiero e le accertate condotte usurarie, nonché la sostanziale riconducibilità del compendio societario al proposto, nonostante la formale intestazione delle partecipazioni alla coniuge.
Il valore complessivo dei beni sottoposti al provvedimento ablativo è preliminarmente stimato in circa 6 milioni di euro.