di Paola Iandolo
Doppia sparatoria di Pasqua a contrada Alvanite: Giuseppe Capaccio dovrà comparire il 4 dicembre davanti al gup del tribunale di Avellino, affiancato dal suo avvocato Alfonso Maria Chieffo. Il 40enne - che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato - è accusato di tentato omicidio in concorso con il padre Pellegrino Capaccio a cui è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Le indagini
Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Giovanni Sodano e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Avellino, agli ordini del capitano Alessandro De Palma, hanno ricostruito quanto accaduto il pomeriggio e la sera del sabato Santo ad Atripalda, quando Giuseppe Capaccio dopo aver estratto una pistola semiautomatica calibro 7,65 aveva puntato l’arma contro cinque persone giunte sotto la sua abitazione di Contrada Alvanite a seguito di una lite tra minorenni in piazza ad Atripalda. Dopo che le persone si erano date alla fuga , risalito sul balcone della sua abitazione, aveva sparato diversi colpi, altezza uomo.
I due episodi
Anche nel secondo episodio contestato a Capaccio risponde di tentato omicidio, quando avrebbe estratto dalla tasca la pistola calibro 7,65 e sparato diversi colpi, altezza uomo, in direzione delle dell’abitazione delle famiglia Romano ubicata a piano terra. I Carabinieri avevano repertato sei fori sul vetro delle due finestre che affacciano sul retro dell’abitazione. Capaccio risponde anche di detenzione e porto in luogo pubblico un’arma comune da sparo non catalogata, che i Carabinieri della Compagnia di Avellino avevano rinvenuto avvolta in uno straccio di colore rosa sul balcone dell' appartamento disabitato posto al di sopra dellabitazione di Capaccio. Ed infine anche di ricettazione, per l’acquisto dell’arma e violazione degli arresti domiciliari.