Il 22 ottobre i militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli e i funzionari dell'Ufficio Antifrode Regionale della Direzione Territoriale Campania dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato in via preventiva uno yacht di lusso battente bandiera estera. Il provvedimento è un decreto di sequestro preventivo emesso in via d'urgenza dalla Procura di Torre Annunziata. L'imbarcazione, del valore stimato di circa 2,6 milioni di euro, era ormeggiata nel porto di Torre Annunziata. È stato contestato il reato di contrabbando aggravato.
LA PERMANENZA OLTRE IL LIMITE DELL'AMMISSIONE TEMPORANEA
L'attività investigativa, svolta insieme da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane, ha raccolto concreti indizi sulla permanenza illecita dell'unità nel territorio doganale dell'Unione europea, in violazione delle norme sull'ammissione temporanea. Secondo gli accertamenti, lo yacht, battente bandiera delle Isole Cayman, sarebbe rimasto nel territorio doganale unionale oltre il termine massimo di 18 mesi previsto per il regime. Non sarebbe stato riesportato né regolarizzato con il pagamento dei diritti di confine.
TRIBUTI EVASI PER 572MILA EURO
Secondo l'ipotesi investigativa, la condotta avrebbe determinato l'indebito utilizzo del regime agevolato previsto dalla normativa doganale europea. Ne sarebbe derivata l'evasione dei tributi dovuti sull'importazione dell'imbarcazione, quantificati in 572mila euro.
LA PRESUNTA FALSA DICHIARAZIONE ALL'AUTORITÀ PORTUALE DI OSTIA
Le indagini hanno fatto emergere anche la falsità della dichiarazione resa all'Autorità portuale di Ostia dal legale rappresentante della società armatrice, nel costituito di arrivo per il naviglio da diporto. Secondo quella dichiarazione, il 15 maggio 2023 lo yacht proveniva da Hammamet, in Tunisia. In realtà, secondo gli investigatori, l'imbarcazione era rimasta nelle acque del Golfo di Napoli, senza interruzioni, dal giugno 2022 all'ottobre 2026. Sarebbe stata varata il 20 maggio 2023 e, nel periodo precedente, risultava a secco presso il cantiere Marina di Torre Annunziata.
IL SEQUESTRO D'URGENZA E I PROSSIMI PASSI
La Procura, ravvisando una situazione d'urgenza, ha disposto il sequestro in via d'urgenza perché l'imbarcazione, mantenuta a terra fino a pochi giorni prima, era stata da poco ormeggiata in acqua. Il provvedimento è finalizzato sia alla tutela delle ragioni erariali sia alla successiva confisca prevista dalla legge.
La Procura sottolinea l'efficacia della sinergia tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane, sviluppata anche nell'ambito del protocollo d'intesa vigente tra le due amministrazioni, nel contrasto alle frodi doganali e fiscali. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari, il sequestro dovrà essere convalidato dal gip.