Importanti novità sul fronte della lotta al tumore al seno giungono dal congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO). I risultati dell’analisi di follow-up a sei anni dello studio internazionale di Fase III NATALEE mostrano come la molecola Ribociclib, somministrata in associazione alla terapia endocrina, sia in grado di ridurre il rischio di morte di circa il 20% rispetto alla sola terapia ormonale nelle pazienti colpite da carcinoma mammario in fase iniziale e ad alto rischio di recidiva.
La combinazione terapeutica è indicata per la forma HR+/HER2−, la variante più comune di cancro alla mammella (caratterizzata dalla presenza di recettori ormonali e dall'assenza della proteina HER2). In Italia questa neoplasia diagnostica circa 37-39mila donne ogni anno (su un totale di circa 55mila nuovi casi). Tra queste, sono almeno 13.000 le pazienti annuali che presentano criteri clinici ad alto rischio che la malattia possa ripresentarsi.
Il commento del Pascale di Napoli
Sulla portata clinica dei nuovi dati è intervenuto il prof. Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli.
«È particolarmente significativo osservare come il beneficio di questa molecola in termini di sopravvivenza globale, già dimostrato nella malattia avanzata, trovi oggi riscontro anche nella fase precoce», spiega De Laurentiis. «I dati a sei anni dello studio indicano che aggiungere questa molecola alla terapia endocrina adiuvante, dopo la chirurgia, può fare una differenza concreta per il futuro delle pazienti, con un vantaggio che continua a crescere anche anni dopo la conclusione del trattamento».
Una nuova opportunità terapeutica già rimborsabile
A sottolineare l'impatto potenziale sulla salute pubblica è anche Giuseppe Curigliano, presidente eletto ESMO, secondo cui l'innovazione «potrebbe offrire ogni anno a oltre 10.000 pazienti in Italia una nuova opportunità di ridurre il rischio di recidiva e guardare al futuro con maggiore fiducia».
Per le pazienti italiane c'è un'ulteriore conferma positiva: la combinazione farmacologica è già rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale per il trattamento di questa specifica categoria di tumore mammario, garantendo un accesso equo ed immediato alla cura anche nelle strutture di eccellenza del Mezzogiorno come l'Istituto Pascale di Napoli.