"In Irpinia e in diverse regioni del Sud i presidi di protesta di agricoltori e autotrasportatori si sono parzialmente allentati a seguito degli incontri avvenuti tra i rappresentanti di categoria e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma nonostante la tregua non sono venute meno le ragioni della lotta; le risposte del Ministro Salvini sono insufficienti e inadeguate perché tendono ad attenuare le tensioni di fase ma non risolvono gli atavici problemi strutturali".
Comincia così la nota a firma del Partito della Rifondazione Comunista Giovani Comuniste/i Federazione Irpina, Tony Della Pia Dipartimento Nazionale Lavoro Autonomo - PMI - Artigianato.
"Come Partito della Rifondazione Comunista siamo stati e continuiamo ad essere al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che giustamente rivendicano dignità, diritti e certezze; la protesta dei giorni scorsi è stata civile e pacifica, hanno sempre garantito la circolazione dei mezzi che trasportavano beni di prima necessità e farmaci e consentito il transito ai mezzi di soccorso, a tal proposito respingiamo con determinazione il documento licenziato dai vertici regionali campani della triplice sindacale che nei fatti mistifica la realtà, criminalizza i lavoratori e legittima le misure che le destre al governo stanno licenziando per reprimere il diffuso dissenso sociale; questa posizione snatura il ruolo storico del sindacato, in modo particolare della Cgil che in nome della concertazione e dell'unità delle sigle a tutti i costi rischia una grave mutazione genetica e quindi la definitiva capitolazione della credibilità tra le lavoratrici e i lavoratori, nel pieno rispetto della loro autonomia invitiamo i rappresentanti territoriali ad assumere una posizione chiara in merito.
I diktat europei e le politiche adottate dai vari governi che si sono susseguiti negli ultimi decenni stanno producendo effetti devastanti e antipopolari, mentre ingenti somme di denaro sono sprecate per finanziare guerre, riarmo e morte, diminuisce il potere d'acquisto di salari e stipendi italiani, tra i più bassi d'Europa, e le risorse destinate a scuola, sanità e servizi sociali.
Le studentesse e gli studenti cominciano a prenderne coscienza, in Irpinia e in giro per il Paese aumentano le iniziative e le manifestazioni convocate sulla base di piattaforme rivendicative concrete, chiedono un modello di società alternativo al neoliberismo guerrafondaio e liberticida, noi comuniste e comunisti siamo parte attiva di questo nascente movimento.
I soldi ci sono, occorre redistribuirli, serve una tassazione immediata degli extraprofitti e una patrimoniale sulle grandi ricchezze, bisogna reintrodurre un'adeguata scala mobile con lo scopo di adeguare salari e stipendi al costo della vita e una nuova politica per la casa che preveda un massiccio piano di investimenti per l'edilizia popolare e fitti calmierati.
Noi come sempre faremo la nostra parte e lavoreremo affinché cresca la massa critica sociale con consapevolezza e partecipazione".