Montoro

di Paola Iandolo 

 Resta al momento dietro le sbarre della casa circondariale di Bellizzi Irpino il 23enne di Montoro che, sottoposto agli arresti domiciliari per altro procedimento, a seguito di una perquisizione mirata condotta dai Carabinieri della locale stazione con il supporto delle unità cinofile di Sarno, è stato trovato in possesso di un cospicuo quantitativo di sostanza stupefacente. Stamane si è tenuta l'udienza di convalida dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari, il quale ha confermato la legittimità della misura precautelare applicando la custodia in carcere.

Il sequestro

L'operazione dell'Arma ha portato al sequestro complessivo di 930 grammi di cocaina occultati in una scatola di scarpe, oltre a circa 36 grammi della medesima sostanza già suddivisa in dosi, 96 grammi di hashish, quattro telefoni cellulari e 1.160 euro in contanti, somma considerata dagli inquirenti compatibile con i proventi dell'attività illecita. A fronte del rilevante peso dello stupefacente, la Procura della Repubblica aveva contestato la pesante aggravante dell'ingente quantità ai sensi dell'articolo 80, comma 2, del D.P.R. 309/90, una fattispecie che prevede un pesante inasprimento delle pene edittali di partenza.

La difesa

In sede di discussione, tuttavia, si è registrata una prima e significativa vittoria per la linea difensiva. Il GIP, accogliendo in pieno le sollecitazioni del difensore di fiducia, l’avvocato Michele Florimo, ha rigettato l'impostazione dell'accusa sul punto e ha ritenuto non
apparire sussistente nella fattispecie l'aggravante dell' ingente quantità, riportando il fatto nel perimetro del reato base di cui all'articolo 73. Nel corso dell'udienza, l'ndagato si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha rilasciato spontanee dichiarazioni, professando la propria totale estraneità rispetto ai fatti contestati e alla sostanza sequestrata. A corredo della posizione dell'indagato, l'avvocato Michele Florimo ha depositato una corposa memoria difensiva. L'esclusione dell'aggravante speciale rappresenta un tassello cruciale per la difesa in vista del prosieguo del procedimento e dellafutura scelta dei riti alternativi.