Un appello a fermare le armi e a restituire condizioni di vita dignitose a una popolazione segnata da anni di guerra, fame e privazioni. Papa Leone XIV, al termine della preghiera dell'Angelus, ha richiamato l'attenzione della comunità internazionale sulla drammatica situazione umanitaria dello Yemen, soffermandosi in particolare sulla città di Taiz, dove l'intensificarsi degli scontri sta mettendo in pericolo l'accesso all'acqua potabile, al cibo e alle cure mediche.

Il Pontefice ha espresso preoccupazione per le condizioni dei civili e ha rivolto un appello affinché cessino le ostilità e venga riconosciuto al popolo yemenita, così come alle altre popolazioni della regione, il diritto a vivere in pace.

Le parole del Papa arrivano mentre le organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite segnalano un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita nella regione di Taiz, dove la guerra continua a colpire soprattutto bambini, sfollati e famiglie già duramente provate dalla crisi economica e alimentare.

Taiz, tre milioni di persone rischiano di restare senza acqua

La situazione più allarmante riguarda i sistemi di distribuzione idrica sostenuti dall'Unicef, dai quali dipendono circa tre milioni di persone, tra cui almeno 1,6 milioni di bambini. L'intensificazione dei combattimenti e la crescente scarsità di carburante rischiano di interrompere il funzionamento delle pompe necessarie a garantire la distribuzione dell'acqua.

Secondo i dati diffusi il 20 ottobre dall'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia, dall'inizio della nuova escalation militare di settembre circa 120mila persone sono state costrette a cercare rifugio nella regione di Taiz. Molte famiglie hanno già dovuto abbandonare le proprie abitazioni più volte e si trovano ora in comunità sovraffollate, con risorse sempre più limitate.

La guerra ha compromesso anche le principali vie di approvvigionamento, compreso il collegamento tra Taiz e Aden, rendendo difficile l'arrivo di carburante, alimenti e forniture sanitarie.

Il prezzo dell'acqua trasportata dalle autocisterne è triplicato rispetto al periodo precedente l'ultima escalation. Per migliaia di famiglie, già costrette a scegliere quotidianamente come utilizzare risorse economiche insufficienti, procurarsi acqua sicura sta diventando un problema sempre più grave.

Malnutrizione e malattie, l'emergenza dei bambini

I dati dell'Unicef restituiscono la dimensione della crisi. Nel corso del 2026 sono stati sottoposti a controlli nutrizionali oltre 168mila bambini nella regione di Taiz. Di questi, più di 52mila presentavano condizioni di malnutrizione acuta.

Il deterioramento dei servizi igienico-sanitari sta aumentando anche il rischio di diffusione del colera e di altre malattie legate al consumo di acqua contaminata. La scarsità di carburante non riguarda soltanto le pompe idriche, ma compromette il funzionamento degli ospedali, dei servizi di raccolta dei rifiuti e delle strutture di assistenza.

L'Unicef sta cercando di mantenere operativi i sistemi di distribuzione attraverso la fornitura di gasolio e interventi d'emergenza che raggiungono oltre 300mila persone. L'organizzazione ha inoltre predisposto scorte di alimenti terapeutici per i bambini colpiti dalle forme più gravi di malnutrizione.

Il problema principale rimane tuttavia l'accesso alle aree coinvolte nei combattimenti. Le restrizioni ai movimenti e l'interruzione delle strade rendono difficile raggiungere le comunità più isolate, mentre l'aumento dei prezzi riduce ulteriormente la possibilità di acquistare beni essenziali.

L'appello del Pontefice alla comunità internazionale

Il richiamo di Leone XIV si inserisce nel costante impegno della Santa Sede per la protezione delle popolazioni civili nelle aree di guerra.

Lo Yemen è attraversato da un conflitto che ha prodotto una delle crisi umanitarie più persistenti del Medio Oriente. La contrapposizione tra le forze governative e il movimento degli Houthi, sostenuto dall'Iran, ha frammentato il controllo del territorio e compromesso infrastrutture indispensabili per la sopravvivenza della popolazione.

Taiz rappresenta uno dei principali punti di tensione. La città, situata nella parte sud-occidentale del Paese, continua a subire le conseguenze dei combattimenti e delle difficoltà di accesso alle risorse.

L'appello del Papa non riguarda soltanto l'interruzione delle operazioni militari. Il riferimento alla possibilità di vivere in pace richiama anche la necessità di garantire condizioni stabili di sicurezza, assistenza sanitaria e accesso ai beni fondamentali.

Nel suo intervento domenicale, il Pontefice ha inoltre ricordato le vittime dell'attentato terroristico del 23 ottobre contro una chiesa ortodossa in Giordania, esprimendo vicinanza alla comunità colpita e ribadendo il valore della convivenza tra religioni.

Il Vaticano smentisce le voci su nuove terapie oncologiche

Accanto all'appello internazionale, dal Vaticano sono arrivate precisazioni sulle condizioni di salute di Leone XIV, dopo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore circa la possibilità che il Pontefice dovesse sottoporsi a un trattamento di immunoterapia.

Fonti vaticane hanno smentito questa ricostruzione, confermando quanto già comunicato ufficialmente dai medici che hanno seguito l'intervento chirurgico al polmone destro, effettuato il 13 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma.

Gli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato hanno confermato la presenza di un adenocarcinoma polmonare localizzato. La successiva valutazione oncologica ha stabilito che non sono necessarie ulteriori terapie.