La guerra tra Russia e Ucraina continua a colpire le città lontane dalla linea del fronte, mentre il confronto militare si estende anche alle comunicazioni satellitari. Una massiccia ondata di droni attribuita alle forze ucraine ha investito nella notte Belgorod, città russa vicina al confine, provocando vittime, feriti e danni a edifici residenziali e strutture commerciali. Il primo bilancio diffuso dalle autorità locali parlava di un morto e dieci feriti. Successivamente, secondo quanto riferito dalla Reuters, le autorità russe hanno aggiornato il numero delle vittime a tre morti e 14 feriti nell'intera regione.
L'attacco arriva in una fase caratterizzata da intensi bombardamenti reciproci, mentre il presidente americano Donald Trump continua a sostenere la necessità di un accordo per porre fine al conflitto. Sullo sfondo, un'altra controversia coinvolge direttamente Elon Musk e il governo di Volodymyr Zelensky, dopo le limitazioni segnalate dall'Ucraina nell'utilizzo del sistema satellitare Starlink, considerato essenziale per le comunicazioni militari.
Belgorod sotto attacco, colpiti edifici e attività commerciali
Secondo il governatore regionale Alexander Shuvayev, l'offensiva notturna ha provocato nella città di Belgorod due morti e 13 feriti. Un'altra persona è stata uccisa e una ferita in un villaggio vicino a Shebekino, portando il bilancio complessivo regionale a tre vittime e 14 feriti.
Le autorità russe hanno denunciato danni a 30 condomini, 35 automobili, quattro abitazioni private, tre edifici amministrativi, otto locali commerciali e tre strutture sociali. Si tratta di dati forniti dall'amministrazione regionale, che non risultano verificati in modo indipendente.
L'attacco avrebbe interessato in particolare un'area del centro cittadino, dove si trova il complesso commerciale MegaGrinn, una delle più grandi strutture dedicate allo shopping e all'intrattenimento della città. Il centro, che ospita oltre 200 negozi, un supermercato, un cinema e diversi ristoranti, era chiuso durante il bombardamento notturno.
Secondo le testimonianze diffuse dai residenti e riprese dai media locali, nella zona sarebbero stati avvistati numerosi droni e si sarebbero verificati incendi anche nei pressi di alcuni edifici residenziali. L'effettivo obiettivo militare dell'operazione non è stato chiarito.
Nelle prime comunicazioni, il centro operativo regionale aveva segnalato la morte di un civile e il ferimento di dieci persone, tra cui un operatore del servizio di emergenza sanitaria. Otto feriti erano stati ricoverati in ospedale. Il successivo aggiornamento ha ampliato il bilancio delle conseguenze degli attacchi nella regione.
La Russia risponde con 153 droni, colpita anche Vinnytsia
Mentre Belgorod contava i danni, le forze russe hanno condotto una nuova ondata di attacchi contro il territorio ucraino.
Secondo quanto comunicato dall'Aeronautica militare ucraina, nella notte la Russia ha lanciato 153 velivoli senza pilota, tra droni d'attacco e dispositivi utilizzati come esche per saturare le difese aeree. Le unità ucraine hanno dichiarato di averne abbattuti o neutralizzati 119.
Tra le aree colpite figura Vinnytsia, nell'Ucraina centrale, dove un attacco ha danneggiato un impianto industriale civile e un'abitazione privata. La responsabile dell'amministrazione regionale, Natalia Zabolotna, ha riferito anche di un'interruzione parziale dell'energia elettrica, precisando che nelle prime ore successive al bombardamento non erano arrivate segnalazioni di feriti.
La situazione rimane grave anche a Kharkiv, nel nord-est del Paese. Sabato sera un attacco russo nel distretto di Novobavarskyi ha provocato un morto e quattro feriti, secondo quanto comunicato dal sindaco Igor Terekhov.
I bombardamenti mostrano come il ricorso ai droni sia diventato uno degli elementi centrali della guerra. Entrambi gli eserciti impiegano sistemi senza pilota per colpire obiettivi oltre le rispettive linee difensive, rendendo sempre più frequenti le incursioni notturne e i danni alle infrastrutture civili.
Starlink torna operativo, ma scoppia il caso Musk
A complicare ulteriormente lo scenario è arrivato lo scontro sul funzionamento di Starlink, il sistema di comunicazione satellitare sviluppato da SpaceX, la società di Elon Musk.
Da oltre una settimana le autorità ucraine denunciavano limitazioni alla connettività dei terminali installati su mezzi in movimento. Il problema riguardava soprattutto Starshield, la versione destinata agli impieghi militari, utilizzata anche per il controllo di determinati droni e per le comunicazioni sul fronte.
Secondo i funzionari ucraini, le restrizioni impedivano il funzionamento regolare dei terminali quando raggiungevano velocità superiori a circa 160 chilometri orari. Una soglia che avrebbe compromesso alcune operazioni di intercettazione dei droni russi e costretto le forze armate a modificare le proprie attività.
Sabato 24 ottobre, il ministro della Difesa ucraino Evhenii Khmara ha annunciato il ripristino delle prestazioni precedenti alle limitazioni. I sistemi di monitoraggio militari hanno registrato connessioni stabili con terminali in movimento a velocità superiori ai 400 chilometri orari.
Anche Zelensky ha confermato il miglioramento, sottolineando l'importanza del servizio per la difesa del Paese. Non è stato tuttavia chiarito se tutte le restrizioni siano state eliminate definitivamente.
Le accuse di Musk e il ruolo della Casa Bianca
La ripresa del servizio non ha chiuso la controversia. Elon Musk ha accusato le forze armate ucraine di avere violato le condizioni contrattuali di Starlink, utilizzando il sistema civile per condurre attacchi offensivi con droni.
Una ricostruzione contestata da Kiev, secondo cui le limitazioni operative precedentemente applicate impedivano proprio alcuni degli utilizzi descritti dall'imprenditore.
La distinzione tra Starlink e Starshield è diventata centrale nel confronto. Il primo è una rete satellitare commerciale, mentre il secondo è un servizio specificamente concepito per applicazioni governative e militari.
Secondo una ricostruzione della Reuters, basata sulle dichiarazioni di funzionari statunitensi e occidentali, l'indicazione di limitare le prestazioni di Starshield sarebbe partita dall'interno della Casa Bianca.
Non è stato accertato pubblicamente chi abbia assunto la decisione definitiva né quali siano state le procedure utilizzate per applicarla. Musk e l'amministrazione statunitense hanno fornito spiegazioni differenti sulle rispettive responsabilità.
La vicenda evidenzia un problema strategico per l'Ucraina: una parte importante delle comunicazioni militari dipende da infrastrutture tecnologiche controllate da un'azienda privata statunitense e da accordi con Washington.
Trump rilancia il negoziato tra Mosca e Kiev
Mentre proseguono i bombardamenti, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, continua a presentare un accordo negoziale come la strada per interrompere la guerra.
Parlando con i giornalisti in Florida, prima della partenza per la Georgia, Trump ha dichiarato di auspicare un'intesa che consenta agli Stati Uniti di riprendere normali rapporti economici sia con la Russia sia con l'Ucraina.
Il messaggio conferma la volontà dell'amministrazione americana di collegare la conclusione del conflitto anche a una possibile ripresa degli scambi commerciali.
La diplomazia statunitense ha intensificato i contatti con entrambe le parti. L'inviato americano Steve Witkoff ha incontrato Vladimir Putin a San Pietroburgo il 21 ottobre, mentre sono proseguiti i colloqui con il presidente ucraino.
Secondo le informazioni circolate negli ultimi giorni, Mosca avrebbe manifestato disponibilità a riprendere dalla metà di novembre i negoziati mediati dagli Stati Uniti.
Restano però profonde divergenze sulle condizioni di un eventuale accordo. La questione dei territori occupati, le garanzie di sicurezza richieste dall'Ucraina e le future relazioni tra Kiev e i Paesi occidentali continuano a rappresentare i principali ostacoli.
La guerra dei droni e la vulnerabilità delle città
L'offensiva contro Belgorod e i contemporanei bombardamenti russi sulle città ucraine confermano una trasformazione ormai consolidata del conflitto.
L'impiego massiccio dei droni consente agli eserciti di raggiungere obiettivi distanti, mantenendo una pressione costante sulle difese avversarie. Le conseguenze coinvolgono sempre più frequentemente quartieri residenziali, impianti industriali, reti elettriche e servizi pubblici.
Per Belgorod, la vicinanza al confine rende particolarmente difficile garantire una protezione continua dagli attacchi. Per l'Ucraina, invece, il problema riguarda anche la vastità del territorio da difendere e la necessità di preservare infrastrutture energetiche già danneggiate da precedenti bombardamenti.