Benevento

Braccia incrociate e consegne a rischio dal magazzino GLS della zona industriale di Pezzapiana, a Benevento. I lavoratori della logistica si sono fermati per protestare contro l'ennesimo cambio d'appalto e chiedere maggiori garanzie occupazionali, salariali e contrattuali. Lo sciopero rischia di bloccare le circa 4mila consegne giornaliere gestite dalla struttura, con possibili ripercussioni sul servizio di distribuzione sul territorio.

Al centro della mobilitazione c'è la situazione dei dipendenti impegnati nelle attività del magazzino e nelle consegne, che, secondo quanto denunciato dal sindacato Si Cobas, si troverebbero a fare i conti con una condizione di crescente precarietà, legata alla successione degli appalti e alla mancanza di garanzie sufficienti nel passaggio da una gestione all'altra.

A spiegare le ragioni della protesta è Giuseppe D'Alesio, coordinatore provinciale Si Cobas, presente davanti alla sede GLS riconducibile alla società Argo “Siamo di fronte all'ennesimo cambio d'appalto all'interno di questa azienda, che non garantisce minimamente i diritti e le tutele fondamentali per i lavoratori”.

La principale preoccupazione riguarda la continuità dei diritti nel passaggio tra le diverse gestioni “I cambi d'appalto – spiega D'Alesio - sono sempre più un sistema di scatole cinesi all'interno del quale i lavoratori vivono in una condizione di precarietà eterna” sottolineando come, nel giro di pochi mesi, si siano susseguiti tre cambi d'appalto.

Secondo il Si Cobas, questa situazione alimenterebbe il timore di non vedere riconosciuti correttamente il trattamento di fine rapporto, i livelli di inquadramento e gli altri diritti previsti dalla normativa e dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Il sindacato solleva inoltre questioni relative agli aspetti contributivi e fiscali, chiedendo garanzie precise sulla regolarità dei rapporti di lavoro.

Nel mirino della protesta c'è il sistema degli appalti al massimo ribasso, ritenuto dal sindacato una delle cause delle difficoltà denunciate dai dipendenti. “Non possiamo più accettare questa situazione” afferma D'Alesio, annunciando che la mobilitazione proseguirà fino all'arrivo di risposte da parte del gruppo Argo e di GLS.

Le richieste dei lavoratori: salari, straordinari e tutele

Le rivendicazioni non riguardano soltanto la stabilità occupazionale. Il Sicobas chiede il corretto inquadramento contrattuale, il rispetto delle condizioni previste dal contratto collettivo nazionale e il riconoscimento delle spettanze economiche, a partire dalla retribuzione degli straordinari, delle ferie e delle mensilità aggiuntive.

D'Alesio collega la protesta anche alla perdita di potere d'acquisto delle retribuzioni, in un contesto segnato dall'aumento del costo della vita. “I prezzi sono aumentati del 30%, i salari sono fermi da 30 anni” sostiene, indicando nell'adeguamento salariale e nella garanzia dei posti di lavoro due obiettivi centrali della mobilitazione.

Per il sindacato, il rispetto delle norme contrattuali non può essere considerato una concessione da parte delle aziende, ma un obbligo da garantire a tutti i lavoratori.

Adesione al 95%: consegne a rischio

A dare la misura della protesta sono i numeri riferiti dal coordinatore provinciale del Sicobas. Secondo D'Alesio, l'adesione allo sciopero avrebbe raggiunto circa il 95% della forza lavoro. Nel magazzino operano nove addetti alle attività interne e circa 25-30 autisti, impegnati nella distribuzione delle spedizioni.

Un'adesione che, se confermata, avrebbe conseguenze rilevanti sull'operatività della struttura, dalla quale partono migliaia di pacchi ogni giorno. Le circa 4mila consegne quotidiane rappresentano infatti il volume di attività potenzialmente interessato dallo sciopero, con possibili ritardi nella distribuzione. “L'adesione è altissima perché la preoccupazione dei lavoratori è altissima” spiega D'Alesio.
La mobilitazione, almeno nelle intenzioni espresse dal Sicobas, non si fermerà fino a quando non arriveranno garanzie ritenute adeguate. “Andremo avanti finché non ci verranno date le opportune garanzie”.