Avellino

A quasi otto mesi dal suo arresto a Tunisi, si attende la decisione del Capo del Governo tunisino sulla richiesta di estradizione presentata dall’Italia nei confronti di Diego Bocciero, difeso dall’avvocato Raffaele Bizzarro. Nei giorni scorsi si è tenuta l’udienza camerale nel corso della quale è stata esaminata la richiesta italiana.

Il 37enne di Mercogliano è stato arrestato in Tunisia nel marzo scorso. A condurre gli investigatori sulle sue tracce sono stati, in particolare, i movimenti di denaro riconducibili a coloro che ne avrebbero favorito la fuga e la latitanza. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Avellino hanno analizzato attentamente i dati bancari dei presunti fiancheggiatori, ricostruendo gli acquisti dei biglietti aerei e gli spostamenti effettuati per raggiungere il latitante.

Bocciero, ritenuto reggente del Nuovo Clan Partenio, è stato condannato nel maggio scorso in via definitiva a 19 anni e 10 mesi di reclusione e a una multa di 19mila euro.

Biglietti aerei e flussi di denaro: la rete che ha portato a Tunisi

Gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti e gli acquisti effettuati dai presunti fiancheggiatori per individuare il rifugio del reggente del Nuovo Clan Partenio. L’attività investigativa ha consentito ai militari dell’Arma di porre fine alla latitanza di Bocciero, iniziata il 17 dicembre 2025, quando la Procura di Salerno, attraverso la Direzione distrettuale antimafia coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Soviero, aveva delegato le ricerche ai carabinieri del Comando provinciale di Avellino.

Le indagini sono state caratterizzate da una fitta rete di attività di ricerca, dal costante monitoraggio del territorio irpino e da un’approfondita analisi dei dati bancari relativi ai presunti fiancheggiatori del latitante, oltre che delle informazioni sui loro viaggi e spostamenti.

L’attività svolta dai militari, supportata dal continuo scambio di informazioni tra i carabinieri e l’Interpol, ha permesso di individuare e localizzare Bocciero a Tunisi, fino al suo rintraccio e al successivo arresto da parte delle autorità tunisine. Ora si attende la decisione sulla richiesta di estradizione avanzata dall’Italia.