«Sono la signora primo ministro, e dovrà farci l’abitudine». La replica di Fatima Ezzahra El Mansouri a un deputato che l’aveva chiamata al maschile ha trasformato un confronto parlamentare in uno dei momenti politici più discussi in Marocco. Il filmato dell’intervento, mostra la nuova presidente del Consiglio rivolgersi ai banchi del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Pjd), formazione islamista conservatrice all’opposizione. La questione linguistica diventa subito politica: per la prima volta a guidare il governo marocchino è una donna.

Il richiamo ai lampadari

Nel discorso El Mansouri contesta anche il modo in cui una parte della politica ha raccontato per anni il ruolo femminile. Richiama le condizioni delle donne divorziate o vedove che lavorano e provvedono alle proprie famiglie, quindi torna a un’immagine rimasta nella memoria del dibattito nazionale. Nel 2014 l’allora capo del governo Abdelilah Benkirane, esponente del Pjd, aveva paragonato le donne ai lampadari che illuminano la casa. La premier rovescia quel riferimento, rivendicando la propria autonomia di pensiero e il diritto delle donne a essere riconosciute per il loro contributo alla vita pubblica, oltre che familiare.

Una nomina che segna un primato

Avvocata e già sindaca di Marrakech, El Mansouri è stata nominata capo del governo da re Mohammed VI, dopo le elezioni legislative. Il suo Partito dell’Autenticità e della Modernità (Pam) ha ottenuto 97 seggi, diventando la prima forza alla Camera dei rappresentanti. La designazione rappresenta una svolta simbolica per il Paese, ma non cancella il ruolo centrale del sovrano nel sistema istituzionale: la monarchia conserva ampi poteri, in particolare nelle materie strategiche e nella politica estera.

I numeri della rappresentanza femminile

L’ingresso di una donna alla guida dell’esecutivo si inserisce in un quadro ancora segnato da squilibri. Nel nuovo Parlamento le deputate sono 107 su 395 eletti, una minoranza nonostante i progressi compiuti nell’accesso alle istituzioni. Per questo il confronto in aula non riguarda soltanto una formula di cortesia. Il passaggio dalla conquista di un incarico prestigioso alla trasformazione delle condizioni di vita delle cittadine è il terreno sul quale sarà misurata la portata politica del nuovo governo.

Riforme e nodi ancora aperti

La nuova maggioranza deve confrontarsi con il costo della vita, l’occupazione giovanile, la protezione sociale e la richiesta di servizi pubblici più efficienti. Rimane inoltre aperto il confronto sulla riforma del diritto di famiglia, soprattutto nelle disposizioni che incidono sulla posizione delle donne nel matrimonio, nel divorzio e nelle successioni. Il discorso di El Mansouri rappresenta un messaggio netto sul piano della dignità e del linguaggio, ma per comprendere gli effetti concreti della sua leadership conteranno le proposte legislative e le scelte del governo.

Il peso del confronto con i conservatori

Per il Pjd, che dopo le elezioni siede all’opposizione, il richiamo ai valori religiosi e familiari resta parte importante dell’identità politica. La premier, esponente di una formazione che si presenta come modernizzatrice, cerca invece di collocare la presenza femminile ai vertici dello Stato nel dibattito sulla cittadinanza. Lo scontro riflette sensibilità differenti presenti nella società marocchina e non esaurisce, da solo, la pluralità delle posizioni sul ruolo delle donne. Al di là della popolarità del video, la questione sarà come queste differenze si tradurranno nei lavori parlamentari e nelle politiche pubbliche.