Napoli

È scattato alle prime luci dell'alba il blitz congiunto dei poliziotti del Commissariato di Pozzuoli, diretti dal vicequestore Raffaele Esposito, e dei Carabinieri della Compagnia locale nei quartieri di Toiano e "Sotto al Monte", considerati le roccaforti del tifo più estremo della città flegrea. In meno di 48 ore dall'agguato che ha ridotto in fin di vita il 34enne Mario Spedaliere, le forze dell'ordine e la Procura di Napoli hanno chiuso il cerchio attorno al commando di violenti responsabili dei disordini scoppiati al termine del derby di Eccellenza tra Puteolana e Portici.

L'operazione ha portato all'esecuzione di otto arresti in flagranza differita, applicando per la prima volta in Campania le recentissime norme nazionali sul contrasto alla violenza negli stadi.

Il profilo dell'aggressore: confessione e incompatibilità con il carcere

Al centro dell'inchiesta c'è Emanuele A., 19 anni, ritenuto l'autore materiale del violentissimo colpo alla testa sferrato con una mazza da baseball in legno. Il giovane, fratello di un noto collaboratore di giustizia ed ex esponente della camorra locale, ha confessato l'aggressione davanti agli inquirenti ed è formalmente accusato di lesioni gravissime oltre che di rissa aggravata. Nonostante la gravità delle accuse e il quadro clinico disperato della vittima, per il 19enne non si sono aperte le porte della cella: il giovane soffre infatti di una patologia ritenuta incompatibile con il regime di detenzione carceraria, motivo per cui gli sono stati concessi i benefici dei domiciliari.

Gli altri arrestati, accusati a vario titolo di rissa aggravata, tratteggiano una spaccatura anagrafica inquietante:

Il gruppo di Pozzuoli: Altri due 19enni, un 18enne e tre minorenni di soli 17 anni, tutti residenti nei rioni popolari della città.

L'arresto a Portici: In manette è finito anche un 38enne di Portici, amico della vittima, individuato nella zuffa scoppiata all'altezza dello svincolo per la Tangenziale.

La ricostruzione dell'agguato e le condizioni della vittima

Le indagini lamps svolte dagli agenti del Commissariato insieme alla Digos della Questura di Napoli e ai militari dell'Arma hanno trovato la svolta decisiva nell'analisi incrociata dei filmati delle telecamere di videosorveglianza urbana. Le immagini hanno mostrato la trappola tesa dalla frangia ultras: auto messe di traverso, l'uso di sedie e bastoni per sbarrare la strada alle autovetture ospiti, e il successivo pestaggio di Spedaliere mentre tentava di guadagnare una via di fuga dall'abitacolo.

La vittima, macellaio di 34 anni, padre di due bambini e con la moglie al sesto mese di gravidanza, si trova ancora ricoverata in condizioni disperate nel reparto di Rianimazione dell'ospedale "Santa Maria delle Grazie" di Pozzuoli, dove viene costantemente monitorata a seguito del delicato intervento di decompressione neurochirurgica subito per la rottura della teca cranica.

Il sindaco Manzoni: «Repressione indispensabile, ma serve investire sui giovani»

L'esito delle indagini e il coinvolgimento di minorenni hanno suscitato una forte reazione istituzionale. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, è intervenuto con una nota ufficiale per esprimere il proprio cordoglio e chiedere un cambio di passo sociale:

"Sapere che a ridurlo in quello stato è un ragazzo di soli 19 anni ci addolora profondamente, e con lui sono stati arrestati anche dei minorenni. È triste vedere come alcuni giovani si rovinino la vita con le proprie mani e come la violenza per questi ragazzi sia ormai una normalità. Scene del genere inquinano e rovinano la bellezza dello sport."

Il primo cittadino ha ringraziato magistratura, Questura, Prefettura e le forze dell'ordine per la rapidità dell'intervento, rimarcando tuttavia la necessità di un intervento culturale: «Il controllo del territorio e la repressione devono andare di pari passo con investimenti non più rimandabili in istruzione, cultura e politiche giovanili. Non possiamo arrenderci all'idea di una violenza giovanile dilagante e senza freni».

Le prossime ore saranno fondamentali sia per il prosieguo delle garanzie difensive in fase di convalida degli arresti sia per il quadro clinico del giovane padre.