Un piano d’impatto da oltre 700 milioni di euro complessivi per superare decenni di frammentazione amministrativa, interventi incoerenti e disastri ambientali. È quanto emerso dall'audizione del Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, dinanzi alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, presieduta dall'onorevole Pino Bicchielli, a Palazzo San Macuto. Un cambio di passo strategico per uno dei bacini idrografici più complessi e vulnerabili d’Italia: 24 chilometri di asta fluviale su cui insiste un bacino di oltre 500 chilometri quadrati e che coinvolge decine di Comuni distribuiti tra le province di Napoli, Salerno e Avellino.

I pilastri finanziari: 293 milioni dal FESR e maxigara da 407 milioni

Il cuore della nuova strategia della Giunta regionale si articola su due direttrici finanziarie: 

Il pacchetto prioritario FESR 2021-2027: Un primo blocco di interventi da 293 milioni di euro (approvato con delibera di Giunta n. 262 del 3 giugno 2026), già pronto all'avvio e focalizzato sulla mitigazione del rischio idraulico. La Regione ha inoltre previsto una prosecuzione delle coperture nella programmazione 2028-2034 per garantire continuità alle opere.

L'Accordo Quadro Quadriennale da 407 milioni: Il "pilastro operativo", come definito da Fico, è rappresentato da un bando da 406.990.761,29 euro pubblicato nel luglio 2026 e le cui offerte si sono chiuse il 25 settembre. La gara si suddivide in 7 lotti funzionali (3 per la progettazione, 1 per la verifica e 3 per l'esecuzione dei lavori). «Non parliamo di un'intenzione teorica o di annunci, ma di una procedura di evidenza pubblica già avviata. Si tratta del più imponente investimento mai realizzato sul bacino del fiume Sarno», ha ribadito il Governatore campano. 

Lo stato dei lavori: Su un totale di 15 interventi programmati (pari a circa 39,6 milioni di euro): 6 interventi sono già stati ultimati (8,19 milioni di euro, superando il 20% delle risorse totali convertite in opere compiute); 1 intervento è in fase di aggiudicazione (7,91 milioni); 3 interventi sono in corso di progettazione (20,34 milioni); 4 interventi sono stati riprogrammati (1 milione); 1 intervento è stato cancellato perché non più necessario (2,2 milioni). A questi si aggiungono ulteriori 3 interventi di mitigazione del rischio idrogeologico (13 milioni), portando le risorse complessive gestite a livello locale a oltre 52,7 milioni di euro.

Bonifica ambientale: stop agli scarichi e stretta sulle aziende

Sul fronte del disinquinamento, la Regione evidenzia progressi netti sul sistema di collettamento fognario: su 113 scarichi censiti, 103 sono stati ufficialmente chiusi. I 10 rimanenti verranno definitamente sigillati entro la primavera del 2027, sottraendo al fiume gli scarichi di circa 370.000 residenti. Un'operazione che ha già restituito la balneabilità al mare di Castellammare di Stabia. Resta tuttavia il nodo degli sversamenti industriali illegali. Per contrastare i reati ambientali perpetrati in particolare dal comparto conserviero, Fico ha annunciato l'introduzione di uno specifico disegno di legge regionale: «Non è ammissibile che ci siano ancora aziende che pensano di migliorare i propri bilanci sversando nei canali. Introdurremo pesanti sanzioni amministrative ed eserciteremo un controllo capillare: su questo saremo inflessibili».

Trasparenza, cabina di regia e il plauso della Commissione

Per superare la storicità di "interventi frammentari e non comunicanti tra Comuni confinanti", la Giunta ha insediato una Cabina di Regia permanente con i sindaci e gli enti del territorio. L'iniziativa segue la delibera approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale la scorsa settimana (risoluzione n. 78/4 del 1° ottobre), che ha blindato il risanamento del Sarno come priorità trasversale tra maggioranza e opposizione.

La Commissione d'Inchiesta, per voce del Presidente Pino Bicchielli, ha preso atto del cronoprogramma confermando un atteggiamento di massima vigilanza: «La storia del Sarno è segnata da sovrapposizioni burocratiche e ritardi colpevoli. Accogliamo i dati presentati ma la Commissione continuerà a verificare passo dopo passo che le risorse si trasformino in cantieri aperti e opere funzionali. La prevenzione e la sicurezza delle comunità non hanno colore politico».