di Paola Iandolo
Incidenti falsi: primo teste in aula. Stamane - nel processo sui presunti falsi incidenti stradali che conta cinquantotto imputati, tra cui tre medici e un avvocato del foro di Avellino - nell'aula bunker del carcere di Poggioreale, è stato sentito il primo teste citato dalla procura che ha seguito l'indagine e che ha raccolto le prime denunce. Il processo, subito dopo, è stato rinviato al 24 novembre quando verranno ascoltati altri testi individuati dalla procura avellinese.
Le accuse
Il processo è focalizato su settantaquattro sinistri ritenuti fasulli dalla pubblica accusa, per un totale di settantasette capi di imputazione. Agli imputati vengono contestati i reati di concorso in falso ideologico e materiale, truffa assicurativa, fraudolento danneggiamento di beni assicurati, mutilazione fraudolenta della propria persona. Secondo l'impianto accusatorio, dietro le richieste di indennizzo alle compagnie assicurative ci sarebbe un sistema rodato, costruito attraverso documentazione medica ritenuta falsa. Nella fase pdell'udienza preliminare una posizione è già stata definita con rito alternativo: l'imputato W.Z. difeso dall'avvocato Innocenzo Massaro ha patteggiato una pena di dieci mesi.Gli imputati sono difesi tra gli altri dagli avvocati Marino Capone, Dario Cierzo, Alberico Villani, Ennio Napolillo e Costantino Sabatino.
I professionisti coinvolti nell'inchiesta
Tra i professionisti coinvolti figurano i medici A.C., G.I. e L.S. accusati in qualità di pubblici ufficiali di aver attestato falsamente lesioni su soggetti coinvolti in incidenti mai verificatisi. Coinvolto in due dei sinistri contestati anche l'avvocato G.O. L'inchiesta ha fatto emergere un meccanismo che, in diversi casi, avrebbe portato alla liquidazione di migliaia di euro da parte delle compagnie assicurative. In altre circostanze, invece, sarebbero state le stesse società a rilevare anomalie nelle denunce di sinistro, bloccando i risarcimenti prima che fossero erogati.