Napoli

Questa mattina i carabinieri della Compagnia Napoli Vomero hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due indagati, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

I due sono gravemente indiziati, in concorso con una terza persona deceduta e altri soggetti ancora non identificati, di aver contribuito alla realizzazione dell’omicidio.

Il delitto risale all’11 maggio del 2009. Mariano Bacio Terracino si trovava all’interno dell’Antica Caffetteria, in vico Santa Maria del Pozzo, nella zona dei Vergini, nel cuore del quartiere Sanità, quando venne raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco. A sparare sarebbe stato un soggetto che, allo stato delle contestazioni, non risulta ancora identificato. Le ferite riportate al cervello e ai polmoni provocarono la morte pressoché immediata.

L’agguato, consumato all’interno di un esercizio pubblico in una zona frequentata della città, ebbe una particolare risonanza anche per la diffusione delle immagini che documentarono la fase esecutiva dell’omicidio.

A distanza di oltre diciassette anni, i nuovi approfondimenti investigativi avrebbero consentito di ricostruire più nel dettaglio la preparazione del delitto, i ruoli dei presunti responsabili e i rapporti tra i gruppi criminali coinvolti, secondo l’ipotesi accusatoria, nella sua organizzazione.

Un contributo significativo sarebbe arrivato dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che ha iniziato il proprio percorso di collaborazione nel febbraio del 2026.

Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia, i due indagati avrebbero avuto compiti distinti: uno sarebbe stato il conducente del ciclomotore utilizzato per accompagnare l’esecutore materiale dell’agguato, mentre l’altro avrebbe svolto il ruolo di ideatore e organizzatore dell’omicidio.

Le indagini collocano la vicenda nel quadro dei rapporti tra diversi gruppi camorristici attivi nell’area metropolitana di Napoli e richiamano, in particolare, il contesto criminale del quartiere Sanità e il ruolo che la vittima avrebbe avuto in un precedente omicidio.

L’ordinanza eseguita oggi rappresenta un provvedimento cautelare adottato nella fase delle indagini preliminari. I due indagati sono pertanto da considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.