Napoli

Promosso dal coordinatore regionale Lello Di Capua e dalla responsabile del dipartimento Carceri e Polizia Penitenziaria Claudia Majolo, si è svolto a Napoli il vertice di Futuro Nazionale Campania dedicato alle criticità del sistema penitenziario, con la partecipazione di Gianni Alemanno e delle rappresentanze sindacali di categoria, tra cui Domenico De Benedictis (Uil Pa Polizia Penitenziaria) e Francesco Barbato (Uspp).

L'iniziativa nasce dalla volontà di superare la gestione meramente emergenziale e le consuete passerelle pre-elettorali, ponendo le basi per un reale "reset" strutturale dell'intero comparto.

Durante il confronto sono emerse con forza le denunce delle sigle sindacali: una carenza nazionale di circa 20.000 agenti di polizia penitenziaria, percorsi formativi del personale ridotti ad appena 4 mesi con un forte tasso di congedi prematuri, e un sovraffollamento negli istituti che sfiora il 140%, in aperta violazione dell'Articolo 27 della costituzione.

È stata inoltre richiamata l'attenzione sul drammatico primato dei suicidi tra gli agenti, sulla frequente criminalizzazione mediatica patita da chi lavora in prima linea e sulle forti tensioni legate alla gestione della
giustizia minorile e dei percorsi di integrazione per i detenuti stranieri.

Sul piano politico, Alemanno ha richiamato lo Stato alle sue responsabilità dirette in materia di prevenzione, evidenziando come soluzioni prioritarie il pieno scorrimento delle misure alternative alla detenzione e l'ingaggio diretto del tessuto imprenditoriale tramite il Dap per offrire reali opportunità di lavoro ai reclusi.

Lello Di Capua ha ribadito la centralità della certezza della pena unitamente alla necessità di superare i ritardi della Magistratura di Sorveglianza, rivendicando una linea improntata all'ascolto effettivo e al netto rifiuto di ogni spettacolarizzazione del dolore.

In chiusura, Claudia Majolo ha confermato l'impegno del Dipartimento a trasformare le esigenze rappresentate dai sindacati in articolati e proposti di riforma legislativa, ponendo al centro la sicurezza delle strutture, il prolungamento dei corsi di formazione e la tutela della salute psicofisica di tutti gli operatori.