Avellino

di Paola Iandolo

Inchiesta Do Ut Des: la Procura di Avellino chiude le indagini e notifica quattro avvisi agli indagati nella presunta corruzione. Avvisi notificati all’ ex funzionario e Rup dei due appalti finiti nel mirino, una ex collaboratrice esterna a Palazzo Caracciolo e i due imprenditori aggiudicatari. Un quinto indagato, un funzionario della Provincia che pure era stato coinvolto nella fase iniziale dell’inchiesta non risulta destinatario dell’avviso di chiusura delle indagini preliminari e dunque la sua posizione potrebbe essere stralciata e archiviata.
A firmare gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari il sostituto procuratore che ha coordinato gli accertamenti eseguiti dai militari del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Avellino, il pm Fabio Massimo Del Mauro.

Le accuse

I quattro indagati S.D., A.R., E.L. e G.P. - sono accusati di corruzione e falsità materiale e ideologica e sono difesi dagli avvocati Nello Pizza, Ennio Napolillo, Claudio Frongillo e Giorgio Palma. I quattro avevano puntato anche all'appalto per la riqualificazione del Convitto Pietro Colletta di Avellino.  I militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di via Pontieri ritengono che a casa della tesoriera del funzionario, A.R. si è tenuto un incontro tra professionisti ed imprenditori programmato durante il periodo di ferie per discutere dell’appalto relativo al Convitto Pietro Colletta di Avellino.

La richiesta delle misure

Intanto i primi di ottobre c'è stata un'aspettata svolta nell'inchiesta sugli appalti pilotati alla Provincia di Avellino. Il pm Del Mauro ha chiesto l'applicazione di misure cautelari per due indagati: S.D.funzionario istruttore direttivo tecnico della Provincia di Avellino (arresti domiciliari) e E.L. geometra e titolare di una ditta edile (misura interdittiva della sospensione attività imprenditoriale per un anno). Il gip Cerrone ha rigettato la richiesta, ma il pubblico ministero ha subito impugnato. La decisione arriverà il 4 dicembre davanti al Tribunale delle Libertà. Nessuna misura richiesta per gli altri tre indagati coinvolti nell'inchiesta.