Due Comuni, un’unica direzione: la tutela dei diritti delle persone private della libertà personale. Claudia Cavallo ottiene un secondo incarico comunale nel territorio napoletano e consolida il proprio impegno istituzionale nel settore penitenziario. Dopo la nomina a Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Massa di Somma, arriva quella del Comune di Volla, che istituisce per la prima volta questa figura, affidandola a una professionista da anni impegnata nella difesa dei diritti umani, nella criminologia e nella promozione della legalità.
Non si tratta soltanto di un nuovo incarico. È un segnale di fiducia istituzionale che riconosce un percorso costruito nel tempo, spesso affrontando questioni complesse e non sempre capaci di raccogliere consenso. La nomina è stata formalizzata con decreto sindacale, dopo il passaggio in Commissione e l’approvazione del Consiglio comunale. Un percorso che testimonia la volontà dell’Amministrazione di dare spazio a una figura dedicata all’ascolto, alla tutela dei diritti e al dialogo con gli organismi competenti.
Cavallo ringrazia il sindaco Giuliano Di Costanzo, l’Amministrazione comunale e il Consiglio comunale di Volla per la fiducia accordata, assumendo l’incarico con la consapevolezza che il ruolo del Garante richiede indipendenza, competenza e capacità di affrontare le criticità senza condizionamenti.
IL SINDACO DI COSTANZO: «VOGLA INCLUSIVA, NON LASCEREMO NESSUNO INDIETRO»
L’istituzione del Garante nasce dalla consapevolezza che la realtà penitenziaria non è estranea alla vita della comunità. Anche cittadini del territorio di Volla si trovano, infatti, all’interno degli istituti penitenziari. Da qui la scelta dell’Amministrazione di promuovere una figura capace di mantenere alta l’attenzione sui diritti delle persone detenute e sulle difficoltà che coinvolgono anche le loro famiglie.
Il sindaco Giuliano Di Costanzo spiega così le ragioni della scelta: «Quando abbiamo iniziato a ragionare sull’istituzione della figura del Garante delle persone private della libertà personale, abbiamo ritenuto che fosse importante accendere un’attenzione concreta sulla realtà penitenziaria. Sappiamo che anche diversi cittadini del nostro territorio si trovano all’interno degli istituti di pena e crediamo che le istituzioni locali debbano fare la propria parte per non far sentire queste persone e le loro famiglie abbandonate. Per questo abbiamo avviato la procedura per individuare una figura che potesse svolgere questo ruolo con serietà, sensibilità e competenza».
Il primo cittadino sottolinea poi il valore della candidatura individuata: «Siamo stati particolarmente felici quando abbiamo visto il nome della dottoressa Claudia Cavallo, una professionista conosciuta anche nella nostra comunità, che da anni si impegna nella difesa dei diritti umani e nella tutela delle persone più vulnerabili. La sua esperienza rappresenta un punto di riferimento importante per avviare questo percorso».
Le scelte dell'amministrazione
Una scelta che, nelle parole del sindaco, esprime una precisa visione della comunità: «Sono fiero e orgoglioso che il Comune di Volla possa occuparsi, attraverso questa nuova figura istituzionale, anche di una fascia di cittadini che troppo spesso rimane lontana dall’attenzione pubblica. Volla vuole essere una comunità inclusiva, capace di riconoscere la dignità di ogni persona e di non dimenticare nessuno, neppure chi sta attraversando una fase difficile della propria vita».
Di Costanzo chiarisce anche quali potranno essere gli ambiti di attenzione dell’Amministrazione: «Come Amministrazione comunale, nel rispetto delle competenze che spettano a ciascuna istituzione, intendiamo favorire l’ascolto, il dialogo con gli organismi competenti, l’attenzione alle condizioni delle persone detenute e il sostegno alle iniziative che possano agevolare il reinserimento sociale. Crediamo che la pena debba essere accompagnata da un percorso che restituisca alla persona strumenti, opportunità e responsabilità per ricostruire il proprio futuro. Questo significa lavorare anche sulla prevenzione della recidiva e sulla possibilità di tornare a essere parte attiva della società».
Le parole del sindaco: buon lavoro dottoressa Cavallo
Il sindaco conclude rivolgendo un augurio alla nuova Garante: «A Claudia Cavallo rivolgo, a nome mio personale, dell’intera Amministrazione e del Consiglio comunale, i migliori auguri di buon lavoro. Le auguriamo in bocca al lupo per questo incarico, con la consapevolezza che si tratta di una responsabilità importante e di una sfida che vogliamo affrontare con spirito di collaborazione. Il Comune di Volla sarà sempre disponibile ad ascoltare chi ha realmente bisogno di sostegno, senza lasciare nessuno indietro. E questo vale soprattutto per chi, dopo aver commesso un errore o attraversato una vicenda difficile, ha bisogno di trovare una possibilità concreta per ripartire. Crediamo che una comunità civile si riconosca anche dalla capacità di non chiudere definitivamente le porte a nessuno, ma di offrire occasioni di riscatto, nel rispetto della legge e della dignità umana».
CLAUDIA CAVALLO: «LA FIDUCIA NON È UN PUNTO D’ARRIVO, MA UNA RESPONSABILITÀ»
Due incarichi comunali, una sola linea di impegno. Per Claudia Cavallo, la nuova nomina rappresenta soprattutto un’assunzione di responsabilità nei confronti di chi, dentro e fuori dal carcere, rischia di non trovare ascolto.
«Accolgo questo incarico con senso di responsabilità e con la consapevolezza che la fiducia ricevuta non è un punto d’arrivo, ma un impegno concreto verso le persone che troppo spesso rimangono ai margini. Ringrazio il sindaco Giuliano Di Costanzo, l’Amministrazione comunale e il Consiglio comunale di Volla per aver riconosciuto l’importanza di questa funzione. Quando un’istituzione decide di investire nella tutela dei diritti, compie una scelta di civiltà».
La criminologa e giurista rivendica un percorso maturato in anni di attività sul campo e di impegno nella difesa dei diritti umani: «Da anni mi occupo di diritti umani e, negli ultimi anni, ho concentrato una parte importante del mio impegno sulle persone detenute. Ho scelto di occuparmi di una realtà nella quale la vulnerabilità è elevata e nella quale la tutela dei diritti richiede competenza, presenza e capacità di affrontare anche le questioni più difficili».
GLI OBIETTIVI DELLA NUOVA GARANTE: SALUTE, DIGNITÀ E REINSERIMENTO
Quali saranno le priorità del nuovo incarico? Cavallo individua alcuni punti fondamentali: il rispetto dei diritti, l’accesso alle cure, l’ascolto delle persone detenute, l’attenzione alle condizioni detentive e la promozione di percorsi educativi e di reinserimento sociale.
«Il mio obiettivo è contribuire affinché i diritti riconosciuti dall’ordinamento non rimangano soltanto dichiarazioni di principio. Salute, dignità, accesso alle cure, ascolto, condizioni detentive rispettose della persona, percorsi educativi e opportunità concrete di reinserimento sociale devono essere al centro dell’attenzione. Il Garante deve essere una figura di interlocuzione istituzionale, capace di raccogliere le criticità, rappresentarle nelle sedi competenti e favorire soluzioni nel rispetto delle proprie attribuzioni. Non prometto ciò che non rientra nei poteri del mio ruolo, ma garantisco serietà, determinazione e attenzione».
Un approccio che si fonda sulla convinzione che la tutela dei diritti non possa dipendere dalla posizione sociale di una persona o dalla gravità della vicenda giudiziaria che l’ha coinvolta.
«NON GUARDO IN FACCIA A NESSUNO: NON SARÒ COMPLICE DI ABUSI O MALTRATTAMENTI»
È il passaggio più netto della posizione espressa da Cavallo. Il ruolo del Garante, nella sua visione, deve essere esercitato senza condizionamenti e senza timore di affrontare le questioni più delicate.
«Significa che non intendo subordinare la tutela dei diritti a convenienze, appartenenze o equilibri di potere. Il mio riferimento è la legge, insieme ai principi costituzionali e alla dignità della persona. Non sarò mai disponibile a coprire eventuali abusi, maltrattamenti o condotte illecite per proteggere un sistema o per evitare contrasti. Naturalmente, ogni criticità dovrà essere verificata e affrontata attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento, senza processi sommari e senza accuse prive di riscontri. Ma una cosa deve essere chiara: il silenzio non può diventare il prezzo da pagare per conservare un ruolo o mantenere buoni rapporti».
Una posizione ferma, che Cavallo accompagna con una precisazione altrettanto importante: la tutela dei detenuti non deve trasformarsi in una contrapposizione generalizzata con chi lavora negli istituti penitenziari.
«Io non sono contro la Polizia Penitenziaria, né contro le istituzioni. Riconosco il lavoro degli operatori e le difficoltà che affrontano quotidianamente, comprese le carenze di personale e le condizioni organizzative complesse. Difendere i diritti delle persone detenute e chiedere condizioni di lavoro dignitose per il personale sono obiettivi compatibili. La legalità deve valere per tutti».
CARCERE ED ESECUZIONE PENALE: «LA SICUREZZA SI COSTRUISCE ANCHE CON IL REINSERIMENTO»
Il dibattito sul sistema penitenziario non può fermarsi alle condizioni di detenzione. Per Cavallo, la questione centrale riguarda anche il significato costituzionale della pena e la capacità delle istituzioni di offrire percorsi reali per il ritorno nella società.
«La Costituzione, all’articolo 27, stabilisce che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Questo principio non può essere ridotto a una formula da citare nelle cerimonie ufficiali. L’esecuzione penale deve garantire legalità, responsabilizzazione, percorsi trattamentali efficaci e possibilità reali di reinserimento. Una pena che si esaurisce nella sofferenza, senza offrire strumenti per ricostruire una vita, rischia di non raggiungere l’obiettivo costituzionale».
E aggiunge: «Il reinserimento sociale non è un premio e non significa negare il reato o dimenticare le vittime. Significa lavorare affinché chi ha sbagliato possa assumersi le proprie responsabilità e non tornare a commettere reati. La sicurezza della collettività si costruisce anche attraverso questo percorso».
«I DIRITTI SI MISURANO SOPRATTUTTO QUANDO È DIFFICILE DIFENDERLI»
Perché dedicare tanta parte del proprio impegno alle persone detenute? La risposta di Cavallo è legata alla funzione stessa dei diritti umani: tutelare ogni persona, soprattutto quando si trova in una condizione di particolare vulnerabilità.
«Perché credo che i diritti si misurino soprattutto quando è difficile difenderli. Una persona privata della libertà ha perso la possibilità di muoversi liberamente, non la propria dignità e non la titolarità dei diritti che la legge le riconosce. Ho incontrato, attraverso il mio percorso, una realtà che richiede attenzione costante e nella quale non sempre chi è più vulnerabile riesce a trovare interlocutori disposti ad ascoltarlo. Ho deciso di esserci, di studiare, di approfondire e di portare le questioni nelle sedi istituzionali. Non per alimentare contrapposizioni, ma per chiedere che le regole siano rispettate».
Il ruolo del Garante, sottolinea, non consiste nel sostituirsi alle autorità competenti, ma nel promuovere interlocuzioni, rappresentare le criticità e contribuire a individuare risposte nel rispetto delle norme.
IL RAPPORTO CON LE ISTITUZIONI: «NON CERCO LO SCONTRO, MA NON RINUNCIO AL CONFRONTO»
L’attività di tutela dei diritti può comportare divergenze e momenti di confronto con le istituzioni. Cavallo non nasconde questa possibilità, ma chiarisce quale sarà il metodo di lavoro.
«Non mi interessa essere definita scomoda per costruire un personaggio. Mi interessa essere coerente. So che occuparsi di carcere significa entrare in questioni delicate, mettere in evidenza problemi e chiedere risposte. Non cerco lo scontro, ma non rinuncio al confronto quando è necessario. Il mio lavoro non consiste nel compiacere qualcuno: consiste nel contribuire, nei limiti delle mie competenze, alla tutela della persona e al rispetto della legalità».
E sul valore della scelta compiuta dal Comune di Volla aggiunge: «Attribuisco valore alle amministrazioni che decidono di affrontare temi che riguardano la qualità democratica di una comunità. Il confronto politico è legittimo, ma i diritti delle persone non dovrebbero diventare terreno di rivalità».
DUE COMUNI, UNA SFIDA: DARE VOCE A CHI RISCHIA DI RESTARE INVISIBILE
Con la nomina a Volla, Claudia Cavallo consolida il proprio impegno istituzionale nel settore penitenziario, affiancando al precedente incarico di Massa di Somma una nuova responsabilità comunale. Un percorso che pone al centro l’ascolto, la legalità, la tutela dei diritti e il reinserimento sociale.
La sfida sarà tradurre questi principi in un lavoro concreto: costruire interlocuzioni con gli istituti penitenziari e gli organismi competenti, raccogliere le segnalazioni, promuovere iniziative di sensibilizzazione e sostenere, nei limiti delle attribuzioni istituzionali, percorsi capaci di favorire il ritorno alla vita sociale.
Il messaggio conclusivo di Cavallo è diretto: «Non prometto di essere una Garante accomodante. Prometto di essere una Garante presente, rigorosa e rispettosa della legge. Non difenderò le persone perché detenute, né le condannerò perché detenute: difenderò i loro diritti, perché sono diritti che l’ordinamento riconosce a ogni essere umano. La mia fedeltà non sarà a un sistema, a un partito o a una convenienza. Sarà alla Costituzione, alla legalità e alla dignità umana».
E conclude: «Perché la sicurezza non può esistere senza diritti e i diritti non hanno una divisa: appartengono alla persona».
Conclude Claudia Cavallo, Presidenza Nazionale L.I.B.E.R.T.A.S.