Si annuncia una giornata complicata per milioni di italiani quella di venerdì 30 ottobre 2026. Lo sciopero generale proclamato dall'Unione Sindacale di Base (Usb) coinvolge lavoratori del settore pubblico e privato, con possibili ripercussioni sui trasporti, sulle scuole, sugli uffici e su numerosi servizi essenziali. Una mobilitazione nazionale che si inserisce in un clima di crescente tensione sociale, alimentato dall'aumento del costo della vita, dalla questione salariale e dalle scelte economiche del governo.

A rendere ancora più incerto il quadro è lo scontro tra le organizzazioni sindacali e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha disposto il differimento della protesta nei settori dei trasporti interessati dal periodo di franchigia legato alla commemorazione dei defunti. L'Usb, tuttavia, ha annunciato l'intenzione di confermare l'astensione dal lavoro, contestando la legittimità del provvedimento.

Perché i lavoratori scendono in piazza

Al centro della protesta ci sono le condizioni economiche di lavoratori e pensionati. L'Usb chiede interventi strutturali per contrastare il rincaro dei beni di prima necessità, delle bollette e degli affitti, oltre all'introduzione di un meccanismo automatico che adegui salari e pensioni all'inflazione.

Tra le rivendicazioni figura anche un aumento delle retribuzioni, con una soglia minima tabellare indicata dal sindacato in 2.000 euro mensili, equivalente, secondo la piattaforma sindacale, a 12 euro l'ora. Si chiedono inoltre la riduzione dell'Iva sui prodotti essenziali, un alleggerimento delle accise sui carburanti e maggiori investimenti nella sanità, nell'istruzione e nei servizi pubblici.

La mobilitazione assume anche un significato politico internazionale. I promotori contestano l'incremento delle spese militari, chiedono di fermare i programmi di riarmo e sollecitano la cessazione della collaborazione istituzionale ed economica con Israele. Secondo il sindacato, le risorse destinate agli armamenti dovrebbero essere impiegate per rafforzare il sistema di protezione sociale e sostenere i redditi.

Treni a rischio dalle 21 

Il settore ferroviario è tra quelli maggiormente esposti alle conseguenze della protesta. Secondo le modalità originariamente proclamate, lo sciopero del personale ferroviario inizierà alle 21 e terminerà alle 20.59 di venerdì 30 ottobre.

L'agitazione interessa il personale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, di Italo e di Trenord, con possibili modifiche alla circolazione dei treni regionali, Intercity e ad alta velocità. Le variazioni potrebbero verificarsi anche prima dell'inizio ufficiale dello sciopero e nelle ore successive alla conclusione.

L'ordinanza ministeriale che dispone il rinvio della protesta rende però incerto l'effettivo svolgimento dell'astensione. I viaggiatori sono invitati a verificare lo stato dei collegamenti direttamente presso le imprese ferroviarie, tenendo conto dei servizi garantiti previsti dalla normativa.

Autobus, metropolitane e tram: gli orari nelle città

Anche il trasporto pubblico locale potrebbe subire ripercussioni, sebbene le modalità cambino da città a città e alcune aziende abbiano già comunicato il differimento dello sciopero.

A Roma, la protesta annunciata coinvolge l'intera rete Atac, comprese metropolitane, autobus e tram, oltre ad alcuni operatori privati. Le fasce di garanzia indicate prevedono il regolare funzionamento del servizio dall'inizio delle corse fino alle 8.29 e dalle 17 alle 19.59. Al di fuori di questi orari potrebbero verificarsi sospensioni o riduzioni dei collegamenti.

A Milano, Atm ha comunicato che l'eventuale astensione del personale viaggiante potrebbe interessare le linee di superficie e le metropolitane dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 fino al termine del servizio.

A Bologna e Ferrara, le modalità inizialmente annunciate da Tper prevedono possibili interruzioni dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 fino alla conclusione delle corse.

Il quadro resta comunque soggetto a cambiamenti. Alcune società di trasporto, tra cui Busitalia in Campania e in Veneto, hanno già comunicato il differimento della protesta in applicazione dell'ordinanza ministeriale.

Aerei, aeroporti e autostrade: possibili disagi

Lo sciopero generale proclamato dall'Usb prevede anche il coinvolgimento del trasporto aereo, con un'astensione inizialmente programmata dalle 00.00 alle 23.59 di venerdì 30 ottobre.

Una specifica mobilitazione riguarda inoltre il personale di alcune società aeroportuali operanti negli scali di Firenze e Pisa. A questa si aggiunge una protesta di quattro ore proclamata da Uiltrasporti per i lavoratori di Enav e Techno Sky, legata alle vertenze aziendali e alla mancanza di progressi nelle trattative.

Possibili ripercussioni sono state annunciate anche per i taxi e per il personale autostradale, con modalità originarie che prevedono l'inizio dell'astensione sulle autostrade alle 22 del 29 ottobre.

Anche in questi settori, tuttavia, l'ordinanza di differimento impone di distinguere tra gli scioperi proclamati e quelli che potranno effettivamente svolgersi.

Scuole e università, studenti pronti a manifestare

La mobilitazione non riguarda soltanto i trasporti. Alla protesta hanno aderito anche altre organizzazioni sindacali, tra cui Usi-Cit, Cobas, Adl Cobas, Clap, Sial Cobas e Cib-Unicobas, con differenti modalità e settori di applicazione.

L'astensione potrebbe interessare il personale scolastico, universitario e amministrativo, con possibili conseguenze sul regolare svolgimento delle lezioni e sull'apertura di alcuni servizi.

Parallelamente sono previste manifestazioni studentesche nelle principali città italiane. A Roma, l'Usb ha annunciato un appuntamento in piazza dei Cinquecento, nei pressi della stazione Termini, durante la mattinata.

Le rivendicazioni degli studenti si concentrano sul finanziamento dell'istruzione pubblica, sulle condizioni degli edifici scolastici e universitari e sull'opposizione alle politiche di riarmo.

Porti in mobilitazione, la protesta supera i confini italiani

Il 30 ottobre sarà anche una giornata di mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali, organizzata contro il traffico di armi e la militarizzazione delle infrastrutture.

Secondo gli organizzatori, alle iniziative hanno aderito lavoratori di oltre cento porti distribuiti in 17 Paesi e quattro continenti. In Italia sono previste proteste negli scali di Genova, Livorno, Trieste, Civitavecchia, Ancona, Ravenna e Gioia Tauro.

L'iniziativa coinvolge organizzazioni sindacali di diversi Paesi, tra cui Francia, Grecia, Turchia, Marocco e Spagna, con l'obiettivo dichiarato di contrastare il coinvolgimento delle infrastrutture portuali nelle attività legate ai conflitti armati.iopero.