Avellino

di Paola Iandolo 

"Abbiamo qualche dato in più, perché a ottobre dell'anno scorso avevamo presentato i risultati preliminari della prima fase delle attività. Oggi abbiamo concluso le indagini previste dall'accordo: abbiamo quindi effettuato un'indagine di associazione tra l'indicatore di rischio ambientale (ovvero il carico ambientale per ogni singolo comune) e i dati di tipo sanitario, analizzandoli integralmente". Ad illustrare i dati emersi dallo studio effettuato dall'ISS sul territorio irpino, la dottoressa Lucia Fazzo.

Dallo studio è emerso che "ci sono dei comuni nei quali sono presenti potenziali sorgenti di contaminazione; in questi comuni, maggiormente impattati, c'è un rischio specifico per alcune patologie superiore rispetto ai comuni in cui l'impatto è inferiore. Come ricorderete dall'anno scorso, l'impatto di tipo ambientale è stato valutato sia in base alle aziende e alle attività antropiche presenti sui territori comunali, sia in base alla percentuale di popolazione che vive in prossimità di queste attività. Abbiamo ovviamente valutato anche la potenziale pericolosità di tali attività, che spaziano dal livello industriale fino agli sversamenti illegali di rifiuti o al trattamento dei rifiuti stessi. Sappiamo che si tratta di patologie che hanno diversi fattori di rischio in grado di incidere sulla salute della popolazione.

Tuttavia, dal nostro studio è emerso che nei comuni in cui questo impatto è maggiore si registra anche un rischio più elevato per alcune patologie. Questa è l'indicazione di un possibile effetto non solo causale, ma anche concausale, in cui la contaminazione ambientale interagisce con altri fattori di rischio su specifiche patologie".

I comuni più esposti

"Abbiamo individuato dei comuni di riferimento: si tratta di otto comuni nei quali, in base alle nostre stime, non vi è popolazione residente in prossimità di nessuno dei siti censiti. Quello che abbiamo osservato è che, per alcune patologie, passando a classi di rischio via via maggiori, si registra un progressivo aumento del rischio. In particolare, l'aumento riguarda i comuni che si trovano nella classe con l'impatto maggiore, ovvero la famosa classe 6 che avevamo visto l'anno scorso. Tuttavia, in alcune situazioni e per specifiche patologie, il rischio aumenta gradualmente man mano che si passa a una classe di rischio superiore. In base a questi dati, sono emersi tre comuni con un maggiore impatto di rischio da sorgenti antropiche, che rientrano nella classe 6: si tratta di Avellino, Atripalda e Solofra".


Le finalità del lavoro

"Emerge e si conferma, sia dal punto di vista ambientale sia di potenziale rischio per la salute, che tra questi 86 comuni vi è un'area in cui la situazione ambientale è buona (gli otto comuni a rischio molto basso, dove non risiede popolazione in prossimità dei siti censiti). Al contempo, vi sono alcuni comuni che richiedono una particolare attenzione, che sono quelli che abbiamo menzionato. Su questo è stata fatta una valutazione anche con il procuratore. Questa indagine è stata commissionata dalla Procura con l'obiettivo di utilizzare potenzialmente questi dati per organizzare attività investigative e rivestono anche un interesse di sanità pubblica.

Sono emersi alcuni comuni più critici, e noi mettiamo questi dati a disposizione delle autorità sanitarie locali affinché possano valutare interventi mirati, sia a livello ambientale sia sanitario, nelle aree in cui focalizzare l'attenzione". A sottoscrivere l'accordo fu l'allora procuratore di Avellino, Domenico Airoma, presente nell'aula Rosario Livatino. Il Rapporto completo elaborato dall'Iss è consultabile sul sito della Procura di Avellino, nella sezione «Protocolli e convenzioni».l gruppo di lavoro dell'Iss, oltre alla responsabile scientifica Lucia Fazzo, sono: L. Bauleo, B. Bocca, M. De Santis, V. Manno, R. Miniero, A.L. Iamiceli, I. Iavarone e F. Ruggieri.