L’insulino-terapia con boucle fermée (pancreas artificiale) è disponibile da alcuni anni per la cura del diabete giovanile insulino-privo (diabete di tipo 1). Questa terapia rivoluzionaria si è evoluta nei suoi dispositivi, nei suoi regolamenti, nelle sue indicazioni, e nei suoi risultati.
Essa ha anche trasformato le pratiche dei diabetologi, in particolare a livello degli ospedali. Una riflessione etica ci fa pensare alla possibilità di utilizzare la boucle fermée, al di fuori del diabete di tipo 1, anche in situazioni particolari nell’adulto (chirurgia, ospedalizzazione, malattia intercorrente, terapia con cortisone, dialisi, etc.).
Si prospetta anche la possibilità di impiegare la tecnica, sempre nell’adulto affetto dal diabete di tipo 2, in situazioni di attività fisica, nel soggetto denutrito, o negli esiti di pancreatectomia. Sono in corso esperienze e pubblicazioni riguardo l’impiego della tecnica, ad esempio nella gravidanza e durante il parto.
Analizziamo adesso situazioni particolari che possono essere di riferimento.
Chiarito ancora una volta il fatto che la boucle fermée è il trattamento di referenza per il diabete di tipo 1, gli algoritmi attuali possono essere messi in discussione in caso di eventi metabolici acuti. La gestione in ambiente chirurgico: la boucle fermée è sicura per la chirurgia di breve durata in pazienti autonomi, ma resta incerta per gli interventi più impegnativi.
In pediatria il condizionamento peri-operatorio deve essere a carico della supervisione di un gruppo di diabetologi pediatrici. Adattamento in caso di terapia con cortisonici: a causa dell’insulino-resistenza indotta dai corticoidi il sistema automatico deve essere assistito da aggiustamenti manuali di anticipo dei parametri del dispositivo. Adattamento nella dialisi: anche se efficace, l’uso della boucle fermée impone prudenza e vigilanza, controllo delle glicemie capillari in ragione della minore precisione dei captori di glucosio.
In ogni caso l’immediato futuro è pieno di interessanti e insperate prospettive.