Un nuovo fatto di sangue torna a scuotere la tranquillità dei Monti Lattari e ad agitare gli equilibri della criminalità organizzata locale. Poco fa, i carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia sono intervenuti in via Gesinella, nel comune di Pimonte, a seguito del ritrovamento del corpo senza vita di Francesco Di Martino, classe 1961. La vittima è stata raggiunta da diversi colpi d'arma da fuoco in quello che appare a tutti gli effetti come un agguato di matrice camorristica pianificato nei minimi dettagli.
Dai primi accertamenti dei carabinieri pare gli ignoti abbiano esploso colpi d’arma da fuoco calibro 12 nei confronti della vittima che sarebbe stata sorpresa nella stalla mentre stava verosimilmente dando da mangiare agli animali
La vittima è già nota alle forze dell'ordine: nel luglio del 2022 Di martino finì in manette per ricettazione e per detenzione illegale di armi e munizioni. Francesco Di Martino è ritenuto co-fondatore e boss del clan camorristico Afeltra-Di Martino. A Pimonte i Carabinieri nella sua abitazione ritrovarono una pistola marca sphinx calibro 380, 32 proiettili dello stesso calibro e 4 proiettili calibro 9. La pistola risultata rubata era pronta all’uso con colpo in canna ed altri sette proiettili nel caricatore.
La scia di sangue e il precedente di agosto
L'omicidio odierno si inserisce in un contesto criminale a fortissima tensione nella zona, storicamente caratterizzata da stretti legami familiari e violenti regolamenti di conti. Soltanto lo scorso agosto, sempre a Pimonte, si era consumato un altro delitto eccellente: l'uccisione del boss 68enne Raffaele Afeltra, per lunghissimo tempo ai vertici del clan Afeltra-Di Martino nonostante oltre vent'anni di detenzione e tornato in libertà tre anni fa. In quell'occasione, un sicario nascosto tra la vegetazione lungo una strada sterrata verso l'ex statale per Agerola aveva aperto il fuoco a distanza ravvicinata contro una Fiat Panda verde, uccidendo Afeltra (seduto sul lato passeggero) e lasciando illeso il conducente di 35 anni.
Il controllo del business della droga
La faida che insanguina la zona tra i boschi dei Monti Lattari va avanti da mesi. Alla base di questa lunga catena di omicidi, molti dei quali rimasti irrisolti negli ultimi dieci anni e spesso concentrati tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, ci sarebbe la gestione del redditizio business della droga. La guerra tra le cosche punta infatti al controllo sia delle piantagioni illegali di cannabis nascoste tra i monti, sia delle forniture di marijuana, hashish e cocaina destinate alle piazze di spaccio della zona.
I carabinieri stanno ora eseguendo i rilievi sul luogo del ritrovamento di via Gesinella per ricostruire la dinamica esatta dell'omicidio di Di Martino e individuare le traccia dei killer.