Benevento

Trasformare le fragilità delle aree interne in opportunità di sviluppo, contrastare lo spopolamento e rafforzare i servizi essenziali. È questa la sfida al centro del Summit Aree Interne 2030, oggi all’Università degli Studi del Sannio, con la partecipazione del presidente della Regione Campania, Roberto Fico. Un appuntamento che ha messo insieme la rete Rise: dieci atenei del Mezzogiorno, amministratori, imprese e centri di ricerca per individuare strategie concrete a sostegno dei territori più esposti al rischio di marginalizzazione.
«Sono contento di essere qui e di essere stato invitato dalla Rete delle Università per le Aree Interne. È anche il frutto dell’impegno che quotidianamente portiamo avanti per questi territori, che rappresentano una priorità del nostro programma elettorale», ha dichiarato Fico, sottolineando il lavoro avviato dalla Regione attraverso le direzioni generali e gli assessorati.

Il presidente ha indicato alcuni interventi già realizzati, a partire dal trasporto pubblico locale nel Sannio. «A Benevento c'era il rischio concreto di perdere il servizio. In poco tempo siamo riusciti a realizzare un'operazione importante: la Regione ha assunto direttamente la gestione e tutto il personale che oggi lavora sugli autobus, anche a emissioni zero o bassissime». Un risultato che, secondo Fico, rappresenta un esempio dell'attenzione riservata alle aree interne.

Sul fronte dello spopolamento, il governatore ha rivendicato soprattutto i progressi nella sanità territoriale. «Il bilancio generale è tendenzialmente positivo, ma dobbiamo mettere ancora in campo tante azioni». Fico ha ricordato che proprio nelle aree interne sono stati raggiunti il 100% dei target previsti per Case di comunità, Ospedali di comunità e Centrali operative territoriali. «Rispetto a quando ci siamo insediati, a gennaio 2026, abbiamo già rafforzato la sanità territoriale, a partire dal Sannio».

Tra i progetti in programma anche gli interventi finanziati con fondi europei nell'ambito dei Prius che prevede investimenti per le città medie, con lavori che partiranno nei prossimi mesi.

Fico è intervenuto anche sulle questioni più delicate del territorio. Sull'ospedale di Sant'Agata de' Goti, dopo la pronuncia del Tar, ha spiegato che l'Asl dovrà ottemperare alla decisione del tribunale amministrativo. Sulla gestione del servizio idrico e le contestazioni dei Comuni alla centralizzazione dell'EIC, ha invece ricordato che la procedura era già avanzata al suo insediamento e che la Regione ha acquisito la documentazione presentata dai sindaci, riservandosi di valutare il da farsi.

Il Summit, promosso dalla rete RISE (Rete Interuniversitaria delle Aree Interne del Sud), di cui l'Unisannio è capofila, punta a tradurre il confronto scientifico e istituzionale in un programma operativo. La rettrice Maria Moreno ha evidenziato il valore del lavoro svolto nei quattro laboratori tematici: «L'obiettivo è raccogliere idee ed esigenze di enti e istituzioni, confrontarle con le opportunità e le attività di ricerca degli atenei e metterle a disposizione dei territori».

La ricetta, secondo Moreno, parte dall'ascolto delle imprese e delle comunità locali, per costruire progetti attraverso la collaborazione tra università e istituzioni. «Le aree interne dobbiamo guardarle da un altro punto di vista, come un ecosistema che può offrire tantissimo».

Dalla governance istituzionale al patrimonio naturale, dal capitale umano all'innovazione digitale: sono questi i quattro pilastri della rete dei dieci atenei incardinati nel Manifesto Aree Interne 2030, per indicare priorità e proposte per le future politiche di coesione. L'obiettivo è passare dalle analisi agli interventi, perché il rilancio delle aree interne non resti soltanto una dichiarazione d'intenti.