Digos e polizia postale hanno eseguito sessanta perquisizioni in 23 città italiane, tra cui Avellino, per individuare chi avrebbe incitato alla violenza su chat e social in vista delle manifestazioni di piazza. Sono state sequestrate cinque repliche di pistola, un coltello rudimentale, un frangivetro e undici telefoni cellulari. Gli accertamenti sono proseguiti anche il giorno dopo gli scontri.
Perquisizioni mirate in tutta Italia contro gli appelli alla violenza
Le perquisizioni, disposte dall'autorità giudiziaria o eseguite di iniziativa, hanno riguardato persone sospettate di aver diffuso appelli alla violenza e partecipanti ai disordini del 17, 18 e 24 ottobre. Oltre ad Avellino, le città coinvolte sono Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Firenze, La Spezia, Messina, Monza, Napoli, Novara, Parma, Perugia, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Siracusa, Torino, Trieste e Verona.
Armi giocattolo, coltelli e cellulari tra il materiale sequestrato
Nel messinese gli agenti hanno sequestrato due pistole a salve, un frangivetro e una mazza da baseball. A Bergamo sono stati trovati una replica a pallini di Beretta 92 FS, un coltello rudimentale e tre cellulari. A Cagliari c'era una pistola a salve senza tappo rosso, a Parma una pistola giocattolo. Nel torinese sono finiti sotto sequestro telefoni e vestiti ritenuti sottratti durante i saccheggi. A Bologna due dei telefoni sequestrati contenevano video degli scontri del 24 ottobre. A Brescia, durante una perquisizione, sono stati recuperati gli abiti indossati nei giorni dei disordini.
Scontri e misure di sicurezza durante i cortei a Roma
A Roma, dopo i cortei non preavvisati del 30 ottobre, la polizia ha identificato 369 persone e ne ha denunciate sette. Due rispondono di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, due di travisamento e porto di oggetti atti a offendere. Per una l'accusa è blocco stradale, per un'altra porto di oggetti offensivi, per un'altra ancora travisamento. La Digos sta esaminando i filmati del blocco di viale Aventino, dove alcuni manifestanti si sono seduti sulla carreggiata, ostacolando il traffico e le operazioni di identificazione.
Undici agenti e due carabinieri feriti durante le proteste
Il bilancio dei feriti è stato diffuso dal sindacato di polizia Coisp. "Undici poliziotti e due carabinieri feriti, di cui un poliziotto con una frattura scomposta alla mano che dovrà essere sottoposto a intervento chirurgico: è il bilancio finale delle manifestazioni di ieri. Ancora una volta il prezzo della violenza nelle piazze lo hanno pagato le divise", afferma Domenico Pianese. "Secondo i nostri dati", precisa, "sono sei i poliziotti feriti a Mestre, quattro a Vicenza e uno a Torino, dove sono rimasti contusi anche due carabinieri".
Coisp: "Obiettivo dei manifestanti lo scontro con le istituzioni"
Per il Coisp "l'obiettivo dichiarato è cercare lo scontro e forzare i blocchi per raggiungere i palazzi delle istituzioni, come si è visto a Roma con il tentativo di marciare verso il Parlamento e a Torino contro la Prefettura".