"Nel giorno del suo commiato da questa terra, Avellino si inchina al maestro Giovanni Spiniello, grande uomo che ha servito quotidianamente la sua città con amore, dedizione e straordinaria sensibilità.
Un uomo di cultura rigoroso, esempio di signorilità, discrezione e rigore morale, che ha saputo lasciare un segno profondo nella vita culturale e nell’identità della nostra comunità.
La sua arte, il suo impegno e il suo modo di vivere resteranno un patrimonio prezioso per Avellino e per le generazioni future.
Di Giovanni Spiniello ricorderemo le opere, ma soprattutto l’uomo e l’esempio che ci lascia.
Grazie Maestro. La tua città ti sarà riconoscente." Così il sindaco di Avellino Nello Pizza ricorda il maestro Giovanni Spiniello, morto questa mattina nel reparto di geriatria dell'ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino.
Anche l'ex sindaco Laura Nargi ricorda commossa:
"Ci sono persone che ci insegnano a guardare il mondo con occhi diversi. Giovanni, per me, era una di queste.
Un grande artista, un patrimonio della nostra Irpinia, un uomo come pochi. Ho avuto il privilegio di conoscere la sua sensibilità, la sua profondità e di essergli amica.
Abbiamo condiviso diverse mostre, tra cui “La Terra è stanca”. «La terra è stanca, circondata dall’indifferenza», diceva. In quelle parole c’era il senso della sua arte: richiamarci alla cura, scuotere le coscienze, ricordarci la responsabilità verso la natura e verso gli altri. Sapeva riconoscere le ferite del mondo senza smettere di cercarne la bellezza.
Amava insegnare ai bambini, condividere il colore, la fantasia, la gioia di creare. Anche in questo si esprimeva la sua generosità.
Oggi riaffiorano soprattutto le nostre chiacchierate nel suo laboratorio, il suo rifugio. Mi aveva aperto le porte della sua casa e reso partecipe anche della sua vita privata. Custodirò con tenerezza quella fiducia, quei momenti semplici nei quali ho conosciuto tutta la sua umanità.
Mi ha ritratta. Diceva che avevo gli occhi profondi come il mare. E poi c’è quel telone sulla Dogana, con la sua “Nuvola di fumo”. Vi svelo una piccola confidenza: Giovanni mi diceva che quella donna bionda con il sole tra le mani ero io. Un dono che oggi mi commuove più di quanto riesca a dire.
La sua arte abita la mia casa. La sua amicizia resterà nel mio cuore.
Oggi io ho perso un amico. Tutti noi abbiamo perso una grande persona.
A Mariangela e Nino, i suoi figli, e a tutta la famiglia va il mio abbraccio più affettuoso e commosso.
Ciao Giovanni. Ti ricorderò sempre con amore e con la gratitudine di averti avuto nella mia vita". Conclude Nargi.