Avellino

Il consigliere regionale di Forza Italia e questore al personale Livio Petitto ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della giunta regionale, Roberto Fico. 

L’atto di sindacato ispettivo chiede quali misure, con quali tempi e con quali risorse la Regione intenda mettere in campo per ridurre le attese per visite ed esami, rafforzare il pronto soccorso del Moscati di Avellino e coprire le sedi vacanti di medicina generale nelle aree interne.

Il punto di partenza sono i casi denunciati in questi giorni in Irpinia. All’ospedale Moscati la prima data disponibile per un esame endoscopico è marzo 2028. Una visita diabetologica prenotata in città slitta a ottobre 2027. Nell’Asl di Avellino, su 53 sedi di medicina generale messe a bando ne sono state coperte 11, e i Comuni classificati come area carente sono 42.

“Dietro ogni data c’è una persona” - dichiara Petitto. “C’è l’anziano che non guida più e che dovrebbe fare sessanta chilometri per una visita. C’è la mamma che aspetta una valutazione neuropsichiatrica per il figlio, senza la quale non può chiedere il sostegno a scuola. C’è chi ha in mano una ricetta e sa già che, se vuole curarsi in tempo, dovrà pagare di tasca propria. Quando il servizio pubblico fissa un esame tra sedici mesi, a molte famiglie sta dicendo di arrangiarsi.”

Le due emergenze finiscono per scaricarsi sullo stesso luogo, il pronto soccorso. A luglio il Moscati ha registrato sessanta accessi in poche ore, dieci dei quali in codice rosso, con pazienti in attesa di un posto letto. Il nuovo pronto soccorso è stato annunciato a settembre con un avvio graduale, ma dalla Regione non sono arrivati numeri su medici, infermieri e posti di osservazione.

“Chi non trova il medico di famiglia e non riesce a prenotare una visita, alla fine va in pronto soccorso” - spiega Petitto. “Lì trova medici e infermieri che fanno turni massacranti e che meritano rispetto, non altri carichi. I muri nuovi servono, ma senza personale restano una sala d’attesa più grande. Voglio sapere quanti professionisti arriveranno e quando.”

Il consigliere guarda anche ai numeri regionali. Il bollettino Agenas di fine ottobre assegna alla Campania un buon risultato sulla diagnostica, ma secondo la Fondazione Gimbe la regione è tra le sei che peggiorano sia sulle prime visite sia sugli esami, e oltre tre prescrizioni su quattro finiscono nella classe programmabile a 120 giorni, quasi il doppio della media nazionale.

“Non mi interessa la gara delle percentuali” - prosegue Petitto. “Se si allunga la scadenza, il rispetto dei tempi sulla carta migliora, ma il paziente aspetta lo stesso. Al presidente Fico chiedo di guardare l’attesa vera, quella che si misura dal giorno della ricetta al giorno della prestazione. E chiedo di farlo adesso, perché il presidente dell’Ordine dei medici di Avellino ci dice che il sistema regge grazie a medici oltre i settant’anni che hanno rinviato la pensione. Su questa generosità non si può costruire un piano”.

Petitto accompagna l’interrogazione con proposte precise. Agende dedicate e aperture serali e nel fine settimana per diagnostica ed endoscopia negli ospedali con le attese più lunghe. L’applicazione piena, e spiegata ai cittadini, del percorso di tutela che garantisce la prestazione nei tempi al solo costo del ticket. Un piano di assunzioni per il pronto soccorso del Moscati legato all’apertura della nuova struttura. L’avvio a pieno regime delle 9 Case di Comunità irpine, dove l’intesa firmata a luglio tra Ordine dei medici e ASL prevede 245 medici di famiglia a rotazione. Infine, il finanziamento con fondi regionali di borse aggiuntive per la formazione in medicina generale, come chiedono gli Ordini di Avellino e Benevento, e incentivi per chi sceglie di lavorare nei piccoli Comuni, a partire da alloggi e ambulatori messi a disposizione insieme ai sindaci.

“Non presento questa interrogazione per alzare un polverone” - conclude l’esponente di Forza Italia. “Sulla salute dei campani sono pronto a lavorare con chiunque abbia una soluzione seria. Ma una risposta la voglio scritta. con date e impegni precisi. I cittadini dell’Irpinia hanno già aspettato abbastanza.”