Non soltanto computer bloccati o dati sottratti. Gli attacchi informatici possono ormai provocare danni materiali, interrompere servizi essenziali e mettere a rischio attività quotidiane. È quanto sta accadendo in diversi Paesi europei, dove una serie di cyberattacchi ha preso di mira i sistemi di refrigerazione dei supermercati, alterando le temperature dei congelatori e causando il deterioramento di grandi quantità di alimenti.
L'ondata ha raggiunto anche l'Italia, con episodi segnalati in Sicilia, Toscana ed Emilia-Romagna. Una situazione che ha spinto il governo a convocare un vertice a Palazzo Chigi, previsto per martedì 3 novembre alle 11.30, con i vertici dell'intelligence e dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
La preoccupazione riguarda soprattutto la possibilità che gli episodi siano parte di una campagna più ampia contro sistemi tecnologici collegati a Internet. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se gli attacchi siano coordinati, chi li abbia organizzati e quali vulnerabilità siano state sfruttate.
Sul tavolo c'è anche il tema delle cosiddette minacce ibride, nelle quali gli strumenti informatici possono essere utilizzati per provocare danni economici, disservizi e instabilità senza ricorrere ad azioni militari convenzionali.
Al momento, però, non è stata accertata una regia comune né sono stati individuati pubblicamente i responsabili.
Il governo convoca i vertici dell'intelligence
La riunione a Palazzo Chigi sarà coordinata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, autorità delegata per la sicurezza della Repubblica.
Parteciperanno il direttore dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale e i direttori delle agenzie di intelligence, chiamati a esaminare la situazione e valutare eventuali contromisure.
L'iniziativa arriva dopo le segnalazioni di attacchi contro impianti di refrigerazione commerciale in numerosi Paesi europei e dopo la conferma di episodi analoghi sul territorio italiano.
Anche il Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, seguirà la vicenda nell'ambito delle proprie competenze di controllo sull'attività dei servizi di informazione.
La questione supera infatti il perimetro della criminalità informatica tradizionale. Quando un attacco digitale modifica il funzionamento di apparecchiature fisiche, le conseguenze possono coinvolgere direttamente la sicurezza dei prodotti, la continuità dei servizi e la salute dei cittadini.
In Sicilia colpiti i supermercati Coop
Tra i casi italiani più significativi figurano quelli registrati nei supermercati a marchio Coop gestiti dal gruppo Radenza.
Il direttore generale Giuseppe Spadaro ha riferito di attacchi ai sistemi di refrigerazione in almeno tre punti vendita a Catania e uno a Palermo.
Secondo la ricostruzione fornita dall'azienda, gli hacker sarebbero intervenuti sui parametri di temperatura dei banchi alimentari, provocando il surriscaldamento degli impianti e il deterioramento dei prodotti conservati.
L'attacco sarebbe avvenuto intorno alle quattro del mattino, quando i supermercati erano chiusi.
Spadaro ha spiegato che l'azienda sta quantificando i danni e che in alcuni casi i problemi sono già stati risolti. Sono stati inoltre attivati i protocolli di sicurezza e avviati contatti con l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
Ulteriori anomalie sono state segnalate in altre attività della filiera alimentare italiana, comprese realtà operanti nella ristorazione collettiva e nella produzione di surgelati.
Congelatori a 50 gradi, alimenti deteriorati in tutta Europa
La vicenda italiana si inserisce in un'ondata di attacchi che ha interessato diversi Paesi europei.
Le segnalazioni più numerose arrivano da Belgio, Svezia, Irlanda, Lussemburgo, Estonia e Paesi Bassi, dove i sistemi di refrigerazione di supermercati e attività commerciali hanno registrato anomalie improvvise.
In alcuni casi, le temperature dei congelatori sarebbero state portate fino a 50 gradi sopra lo zero, trasformando gli impianti destinati alla conservazione degli alimenti in apparecchiature incapaci di garantire la catena del freddo.
Le conseguenze sono state immediate: prodotti deteriorati, merce da eliminare, reparti chiusi e interventi urgenti dei tecnici.
In Belgio sono stati segnalati problemi in circa quaranta supermercati Delhaize e quindici punti vendita Carrefour, oltre ad altri esercizi commerciali.
In Irlanda, tredici supermercati della catena SuperValu hanno registrato anomalie ai sistemi di refrigerazione.
In Svezia sono stati coinvolti punti vendita delle catene Ica e Coop, con la necessità di svuotare alcuni congelatori e smaltire gli alimenti non più conservabili.
Gli episodi ricordano quelli registrati in Francia il 12 ottobre, quando un attacco simile aveva interessato centinaia di supermercati e attività commerciali.
Non è tuttavia ancora dimostrato che tutti gli incidenti siano riconducibili agli stessi autori.
Come gli hacker riescono a controllare i frigoriferi
Il punto debole di questi impianti è spesso rappresentato dalla connessione a Internet.
I sistemi di refrigerazione della grande distribuzione sono sempre più frequentemente controllati attraverso software che consentono di regolare le temperature, monitorare il funzionamento dei compressori e intervenire a distanza in caso di guasto.
Queste funzioni permettono alle aziende di migliorare la manutenzione e ridurre i consumi energetici, ma introducono anche nuove vulnerabilità.
Se un sistema di controllo viene compromesso, un aggressore può tentare di modificare i parametri operativi senza accedere fisicamente al supermercato.
Secondo le ricostruzioni tecniche disponibili, alcuni attacchi avrebbero interessato apparecchiature di vecchia generazione, non adeguatamente aggiornate o protette.
Tra i sistemi coinvolti nelle segnalazioni europee figurano dispositivi della società danese Danfoss, utilizzati per la gestione degli impianti di raffreddamento.
Gli investigatori dovranno chiarire se gli episodi siano stati provocati dallo sfruttamento delle stesse vulnerabilità o da tecniche differenti.
Il timore degli attacchi ibridi contro i servizi essenziali
L'aspetto che preoccupa maggiormente le autorità non riguarda soltanto il valore economico degli alimenti perduti.
Gli attacchi dimostrano come un'intrusione informatica possa produrre conseguenze concrete su infrastrutture e apparecchiature utilizzate ogni giorno.
Lo stesso principio tecnologico si applica, con sistemi e livelli di protezione differenti, anche ad altri settori: sanità, trasporti, energia e distribuzione idrica.
Negli ospedali, per esempio, i sistemi digitali possono essere collegati alla gestione degli impianti, alla conservazione di farmaci e materiali sanitari e all'organizzazione delle prestazioni.
Nei trasporti, software e reti informatiche intervengono nel monitoraggio dei mezzi, nella logistica e nella gestione di numerosi servizi.
Questo non significa che gli attacchi ai supermercati abbiano già compromesso ospedali o reti di trasporto italiane. Il rischio riguarda la possibilità che vulnerabilità analoghe vengano sfruttate contro altri sistemi.
È proprio questa prospettiva a rendere necessaria una valutazione coordinata tra autorità di sicurezza, intelligence e organismi tecnici.
L'Unione europea teme danni alla filiera alimentare
La vicenda ha suscitato preoccupazione anche a Bruxelles.
Il commissario europeo all'Agricoltura Christophe Hansen ha definito particolarmente allarmante il ripetersi degli attacchi contro la grande distribuzione.
Secondo il commissario, episodi di questo genere possono compromettere la continuità delle catene di approvvigionamento e minare la fiducia dei consumatori.
Hansen ha comunque precisato che, allo stato, la sicurezza alimentare complessiva dell'Unione europea non risulta compromessa.
I danni economici e lo spreco alimentare sono invece già concreti, come dimostrano le grandi quantità di prodotti eliminate dai supermercati coinvolti.
La Commissione europea intende affrontare la questione anche a livello collegiale, per valutare la necessità di ulteriori iniziative di coordinamento.
La Polizia Postale cerca collegamenti tra gli attacchi
In Italia sono in corso accertamenti della Polizia Postale, impegnata a ricostruire la provenienza delle intrusioni e a verificare eventuali collegamenti con gli episodi avvenuti negli altri Paesi.
Le indagini dovranno chiarire quali sistemi siano stati compromessi, come gli aggressori abbiano ottenuto l'accesso e se siano state sfruttate vulnerabilità comuni.
Resta aperta anche la questione del movente.
Negli attacchi informatici tradizionali contro le aziende, gli autori cercano spesso di ottenere denaro attraverso richieste di riscatto o furti di dati.
In questi episodi, invece, l'alterazione delle temperature sembra avere prodotto soprattutto danni materiali e interruzioni delle attività.
L'assenza di richieste economiche pubblicamente note ha alimentato l'ipotesi di azioni di sabotaggio, ma non rappresenta da sola una prova sufficiente per attribuire agli attacchi una finalità politica o strategica.
La sicurezza digitale diventa una questione quotidiana
L'ondata di cyberattacchi ai supermercati evidenzia una trasformazione già in corso: la sicurezza informatica non riguarda più soltanto banche dati, siti Internet e comunicazioni elettroniche.
Con l'aumento dei dispositivi collegati alla rete, anche impianti industriali, frigoriferi commerciali e sistemi di gestione degli edifici possono diventare bersagli.
Per le aziende, questo significa dover proteggere non soltanto le informazioni, ma anche il funzionamento delle apparecchiature dalle quali dipende la continuità dell'attività.
Per le istituzioni, invece, la sfida consiste nel distinguere tempestivamente gli episodi isolati dalle campagne coordinate, individuando le vulnerabilità che potrebbero avere conseguenze più ampie.
Il vertice convocato a Palazzo Chigi rappresenta il primo passaggio politico e istituzionale di questa nuova fase di allerta.
Le verifiche tecniche dovranno stabilire se gli attacchi registrati in Italia e nel resto d'Europa abbiano una matrice comune e quali misure siano necessarie per prevenire nuovi incidenti.
Intanto, la vicenda dei supermercati mostra come un'azione compiuta attraverso una rete informatica possa arrivare fino agli scaffali dei negozi, trasformandosi in prodotti deteriorati, perdite economiche e rischi per la continuità dei servizi.