Nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma si sono svolti oggi i funerali di Simone Ruggia, il sergente salernitano di 36 anni morto nello schianto dell'elicottero militare italiano in Bosnia. Erano presenti tutti i suoi amici d'infanzia, che lo chiamavano "Friccolo". Tutta la città di Salerno ha partecipato al dolore della famiglia.
IL LUTTO CITTADINO A SALERNO
Per il Comune di Salerno ha partecipato alla cerimonia il vicesindaco Nino Savastano. Il sindaco Vincenzo De Luca ha proclamato per oggi il lutto cittadino, con le bandiere a mezz'asta a Palazzo di città e in tutti gli edifici pubblici comunali.
LA LETTERA DEGLI AMICI
Gli amici di una vita hanno scritto una lettera, condivisa con l'Ansa da uno di loro, Marco, e firmata insieme agli amici più cari. "Simone, oggi di parole non ce ne sono tante e quelle poche sono piene di dolore", si legge. Parlano di un dolore inaspettato che li ha sorpresi e distrutti.
Gli amici ricordano che Simone ha sempre allontanato la negatività con la sua innata capacità di portare luce e buonumore a chiunque. Ripercorrono gli anni dell'infanzia, quando passavano intere giornate insieme, e il legame rimasto intatto nonostante la distanza che ha portato molti di loro lontano da Salerno. Spiegano che di una persona cara scomparsa si dice spesso che era "brava, buona", ma nel caso di Simone era davvero una di quelle persone che la vita mette davanti "quando ha voglia di farci un regalo".
IL RIENTRO DELLA SALMA
La salma del sergente Ruggia farà ritorno a Salerno in giornata. In città non sono previste altre cerimonie.